Una societā senza tende alla finestra

RIMINI - Notizie opinioni - mer 22 feb 2012
di Giampaolo Proni

Provare a essere gente perbene
Trasparenza e onestà sono innanzi tutto convenienti

L'altro giorno mi è capitato di pensare a come sarebbe il mondo se tutti fossero onesti. Intendo nel senso più banale del termine: dire sempre la verità, non rubare, rispettare gli altri, ecc. Per esempio, non ci sarebbero serrature nelle porte, potremmo lasciare l'auto aperta, ogni contratto si stipulerebbe con una stretta di mano, tutti pagherebbero le tasse, i tribunali e le prigioni sparirebbero, non ci sarebbe più violenza, truffa, sfruttamento. Sarebbe sicuramente un notevole vantaggio per tutti, saremmo più sereni, più benestanti, più felici.
Subito dopo ho pensato che un'idea del genere c'è già stata: quando i puritani e altre minoranze lasciarono l'Europa e fondarono le colonie del Nord America, che poi divennero gli Stati Uniti. Per loro il sogno era scritto nella Bibbia, e le sacre scritture dettavano le regole della nuova ''città di Dio'. Il progetto dei puritani si scontrò poi con ostacoli che la loro mentalità non poteva superare nei modi che oggi consideriamo moralmente accettabili, come la convivenza con i nativi, che furono sterminati, e la schiavitù, che fu tollerata fino alla Guerra di Secessione. L'America tollerò l'apartheid e la fobia anti-comunista, sparò agli scioperanti e annientò Hiroshima e Nagasaki. Tuttavia, il sogno della 'comunità dei puri' resta una componente profonda nella cultura americana.
Ricordo ancora quanto mi colpì, nel Midwest, l'assenza di tendine alle finestre delle villette e nei palazzi di Chicago. Il senso è "Io non ho nulla da nascondere, tu non hai nulla da spiare". Questo modello di società è altamente paritario, centrato su una definizione, che spesso veniva usata da Reagan: "Decent men and women", che traduciamo "uomini e donne perbene". In sintesi, una classe borghese o 'classe media' che dovrebbe idealmente comprendere tutti, eliminando i poveri e consentendo ai più meritevoli di arricchirsi. Questa 'trasparenza', il 'non aver niente da nascondere' si trasferisce dall'aspetto morale a quello civile: la correttezza fiscale, l'innocenza di fronte alla legge, il diritto di restituire i prodotti acquistati, sono tutte applicazioni di questo principio. L'etica è necessaria per l'economia. Una società etica produce più benessere per tutti.
Principi di questo tipo sono alla base del sistema sociale e politico democratico e dell'economia di mercato. Sono stati diffusi in tutto il pianeta dopo la II guerra mondiale e poi dopo il crollo dell'economia socialista.
La finestre senza tendine si oppongono, come modello di civiltà, alle persiane (dette 'gelosie') delle case mediterranee, ai muri invalicabili delle case arabe. La società 'trasparente' e 'orizzontale' del modello americano si oppone alla società stratificata, divisa in caste e confraternite chiuse e segrete, del vecchio modello feudale. La prima è ormai prevalente, ma l'antica sopravvive ancora, specie nei paesi cattolici e mediterranei. Tuttavia, è sottoposta da lungo tempo a pressioni politiche ed economiche affinché si evolva e diventi un modello 'aperto'. L'Italia è ancora una società divisa in caste, e ampi settori sono ancora 'nascosti': evasione fiscale, mafia, compensi ai politici, favori fiscali alla Chiesa, concorsi truccati, impunità dei partiti, ecc. Metà del paese naviga sotto il pelo dell'acqua. Tuttavia, il modello della società trasparente non si può fermare: fenomeni come l'accettazione dell'omosessualità, le coppie di fatto, l'immigrazione, le nuove tecnologie, la globalizzazione, la diffusione dell'istruzione, non si possono fermare, e spingono verso un cambiamento inarrestabile. La crisi attuale obbliga gli stati ad avere i conti in ordine e il lusso di mantenere milioni di persone improduttive diventa insostenibile. Non dimentichiamo che la Grecia è campione di evasione fiscale ed enormi capitali sono stati esportati all'estero. Il governo greco ha mentito alla UE e ha finto più volte di fare riforme, come l'Italia. Alla radice del disastro, come per l'Italia, c'è un alto tasso di disonestà. Torniamo al punto di partenza.
Non credo che esista un modello di società o di civiltà perfetto, e il modello democratico e liberista non è certamente immune da difetti. Non c'è però più alcun dubbio che nel quadro mondiale il modello della società aperta e 'trasparente' sia più efficiente di quello feudale della 'verità nascosta', nel quale i privilegi e le caste sono sopravvissute sotto un'apparenza di modernità.
Da giovane, come tanti, mi ribellai, come cantava Guccini, contro "le fedi fatte di abitudine e paura,/una politica che è solo far carriera,/il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,/
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto". Oggi penso che abbiamo confuso il perbenismo, cioè la finta onestà, con l'essere persone perbene, cioè oneste. Una confusione che faceva comodo a chi profittava di quella ipocrisia. Oggi mi sembra che molti stiano comprendendo che essere una comunità di persone perbene è non solo morale, ma anche utile.

 

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