Imu, l'unica cosa certa č che saranno dolori

RIMINI - Notizie attualità - mer 22 feb 2012
di Beatrice Piva

In ballo c'è anche l'applicazione o meno della tassa di soggiorno
I Comuni dovranno decidere le aliquote entro giugno

Favorire la disponibilità sul mercato di case in affitto a prezzi calmierati, e istituire un fondo di garanzia per la "gradazione" degli sfratti esecutivi, sono stati i principali ambiti di intervento emersi all'ultima riunione del Tavolo tecnico provinciale sull'emergenza abitativa, a cui hanno partecipato, a fine gennaio, i rappresentanti dell'Amministrazione provinciale di Rimini, dei Comuni, di ACER e delle organizzazioni sindacali.
La previsione di una aliquota massima di IMU per quelle abitazioni, per lo più seconde case, che all'oggi risultano ancora sfitte nonostante la forte richiesta di alloggi, sembra l'orientamento condiviso. Ciò con l'obiettivo di disincentivare di fatto il mantenimento degli alloggi al solo scopo di rendita, ed inserendo, di converso, facilitazioni riguardo le abitazioni messe a disposizione per la locazione, in modo da incrementare il numero di case da affittare.
L'altro ambito di intervento del Tavolo è quello relativo agli sfratti che, sul nostro territorio, si calcola siano attorno ai 1.400 casi, potenzialmente in esecuzione nei prossimi mesi. Il progetto prevede di concretizzare, in tempi rapidissimi, un fondo di garanzia per permettere la "gradazione" degli sfratti. Tale progetto, sulla falsariga di esperienze analoghe già attuate a Bologna e con il tramite della Prefettura, sarà poi presentato agli istituti di credito e alla Regione, che verrà coinvolta anche per la parte relativa all'individuazione delle risorse economiche.
Parrebbe che per quanto riguarda l'IMU a Rimini si voglia appunto tutelare la prima casa con un'aliquota al 4 per mille, mentre l'aliquota dovrebbe schizzare al 10,6 per mille per hotel e case sfitte. I numeri sono ancora abbozzati e non definitivi, in quanto per garantire il gettito in entrata l'IMU è correlata con la tassa di soggiorno. Quest'ultima entra in campo tra le altre possibilità discusse dal Comune per sanare il bilancio che segna uno squilibrio di ben 18 milioni di euro.
Le manovre per far quadrare i conti sono quindi ancora in divenire. Una cosa è comunque certa: per cittadini ed imprese sarà una brutta botta. L'assessore al bilancio Gian Luca Brasini durante l'ultima commissione comunale con due esempi ha dato modo ai consiglieri di farsi un'idea di come influisce la rivalutazione delle rendite catastali previste dall'IMU: la prima ipotesi è del proprietario di due appartamenti. In uno (di categoria A2) risiede, l'altro è locato a canoni concordati, cioè è dato in affitto. Applicando l'Imu ad aliquota base (0,4 per la prima casa e 0,76 per la seconda) il proprietario in questione passerà da 600 euro che pagava per l'Ici a circa 1600. Altro esempio riguarda un commerciante di categoria C1, quindi intermedia. Sempre con l'aliquota base si passa dai 513 attuali ai 902. E il 50% va nelle casse dello stato.
Ma ancora è tutto da verificare e calcolare, i Comuni hanno la possibilità di aumentare o diminuire l'aliquota: data ultima entro cui mettere a punto le scelte è giugno, il mese delle dichiarazioni dei redditi.

 

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