Conversazione con Cesare Malfatti dopo i La Crus
Raffinatezza non convenzionale
Cura e raffinatezza di Cesare Malfatti non sono solo caratteristiche artistiche e musicali, ma anche doti umane. Dopo 15 anni intensi assieme a Mauro Ermanno Giovanardi come La Crus fino al 2008, dopo la reunion eccezionale di Sanremo 2011, dopo anni in cui c'eravamo persi ‘di vista', eccoci a conversare sul suo primo, nuovissimo progetto da solista. Stupisce per tanti aspetti il suo album omonimo, in cui il senso dell'"artigianalità della musica" e la voglia di scoprire e provare strade nuove si manifestano nella loro totale bellezza.
Il tuo è un album "fatto a mano".
"Sì, parto da cinque pagine di un quadernetto Moleskine, stampo all'istante con una normalissima stampante i testi e le notizie sull'album, nella prima pagina la data, la numerazione e la personalizzazione, ad esempio "Per...Marta". Chiudo il tutto con tre passate di filo rosso lasciato lungo, mediante macchina da cucire, un'idea di mia moglie Stefania. E' grafica, si è sempre occupata dei cd dei La Crus. Era nata come idea solo per la pre-pubblicazione ufficiale. Alla fine ho visto che era più interessante portarla avanti così. Il tutto è realizzato anche alla fine dei concerti."
Ci vuole molta pazienza, un ulteriore impegno dopo un live.
"Non ci metto molto in realtà. Un'altra particolarità è che sono venduti anche via email. All'inizio mi son divertito a fare delle assurdità. Ad esempio in Puglia mi avevano richiesto il cd. Stavo per spedirlo ma poi un mio amico si recava lì per un concerto. Gli ho chiesto di recapitarlo, girando il video di tutta la consegna. Oppure ho girato video per alcune consegne che ho fatto io stesso in bicicletta a Milano, immortalando i visi delle persone che avevano me di fronte come ‘postino'!"
E' anche la prima volta che ti sento cantare.
"E' per me divertente e sempre in evoluzione. Quando ascolto il disco ho sensazioni strane perché ora canto in un'altra maniera. Grazie ai concerti capisci tanto, come spingere e usare la voce. Quando ho registrato il disco ero molto acerbo. E' come avere uno strumento nuovo con cui ti alleni e capisci dove puoi arrivare. Dopo i La Cruz, fine 2008, mi son trovato da solo in studio. Come avrai sentito, il disco suona molto acustico, perché alla fine ho suonato io tutti gli strumenti, anche le batterie, che non avevo mai suonato e quindi ci stava anche di provare a cantare. I testi sono di Alessandro Cremonesi, che era il terzo La Crus."
Era il terzo uomo nascosto infatti...il live che presenterai prossimamente al Teatro Astra di Bellaria come sarà?
"Sarà un appuntamento particolare, con tre musicisti e in più ci saranno delle videocartoline di Bellaria girate da Daniele Quadrelli, scelte da me e che saranno abbinate ai miei brani. Un lavoro specifico per questo appuntamento."
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