Voglia di normalitā

RIMINI - Notizie satira - mer 08 feb 2012
di Lia Celi

La vera trasgressione è quella della figlia di Rutelli che fa l'estetista
Il posto fisso sarà anche monotono: e allora?

«La mia quarta figlia, 18 anni, ha iniziato un lavoro molto semplice, molto bello», ha detto Francesco Rutelli giovedì scorso a Otto e 1/2, sollecitato da Lilli Gruber (se si può usare questo verbo quando intervistatrice e intervistato sono palesemente pappa e ciccia).
Si parlava della monotonia del posto fisso, la prima vera cacca pestata dal presidente Monti dall'inizio del mandato. Il professore, che peraltro non ha mai fatto nulla per farsi credere vicino ai problemi della gente comune, ignorava che la gioventù italiana non è fatta solo di irrequieti cervelloni poliglotti pronti a rimbalzare fino a 40 anni da un continente all'altro inseguendo carriera e successo, ma anche di ragazzi che vogliono semplicemente guadagnarsi da vivere dove sono sempre vissuti, e con la stessa tranquillità che nel corso della vita ha dato loro il posto fisso (e poi la pensione) dei genitori.
Se non sei abbastanza sicuro di te stesso, cerchi la sicurezza fuori: nel lavoro, che non deve chiederti molto ma nemmeno darti troppo poco; nella famiglia dalla quale non esci se non quando la puoi replicare esattamente, cioè solo da sposato e con casa di proprietà situata a pochi metri di distanza; negli amici, gli stessi da una vita. E' un delitto aspirare al poco-ma-sicuro, alla mediocritas anche se non è aurea quanto a valore monetario? No, e chi la vuole deve poterla ottenere, in un paese normale.
La voglia di routine non va criminalizzata, specie dopo i 30 anni. E la mancanza di ambizione prima dei 20? Torniamo a Otto e 1/2 e alla figlia minore di Rutelli. Incuriosita dalla reticenza del padre (quale poteva essere il lavoro «semplice e bello» della figlia 18enne di un importante politico di centro? Pittrice, allevatrice di cavalli, fotografa di giardini, certamente qualcosa di chic e innocuo da jeunesse dorée) ho indagato in rete e ho scoperto che la rampolla del leader di Api e della prestigiosa giornalista Barbara Palombelli fa l'estetista. Proprio così, e ci sono le foto di Chi a provarlo: dopo adeguata formazione, la Rutellina lavora in un negozio (non suo) dove fa cerette, lima unghie e strizza punti neri sui nasi delle signore. Un lavoro comunemente considerato il refugium peccatorum per le ragazze di poca testa; ma la figlia di un politico, avesse anche la testa di un lucherino, potrebbe (ha sempre potuto) trovare lavori ben più facili, glamour, comodi e lucrosi.
La normalità e la modestia oggi sono la vera trasgressione: ci voleva la figlia di un ex radicale liberale e libertario per capirlo. E forse ci voleva un ex radicale per lasciarla seguire la strada che le piaceva, lontano dal jet set dei figli della casta, a sperimentare la monotonia dell'estetica e l'estetica della monotonia.

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