Le liberalizzazioni nel Paese del melodramma

RIMINI - Notizie opinioni - mer 25 gen 2012
di Giampaolo Proni

Cosa si può fare al di là delle sceneggiate
I taxi fanno più notizia, ma la lista dei privilegi e delle inefficienze è lunghissima

Uno dei peggiori difetti della nostra cultura nazionale è l'oscillazione drammatica tra disperazione ed euforia. Anche se andiamo poco a teatro, siamo il paese della tragedia (in particolare lirica) e della commedia (in particolare dell'arte). Anzi, forse non andiamo a teatro perché lo facciamo quotidianamente.
Questo carattere italico dovrebbe farci preoccupare per la tanto conclamata 'seconda fase' dell'esecutivo 'd'emergenza'.
Prendiamo i tassisti. Certamente, i prezzi dovrebbero essere ritoccati verso il basso, e i margini di guadagno sono ancora troppo alti (quelli veri). Un taxi non può essere una rendita. Il taxi deve essere accessibile anche in provincia e agli anziani, non solo a chi si fa rimborsare dall'azienda. Il taxi deve essere un mezzo di trasporto come gli altri. Bisogna sfruttare il vantaggio che, mentre il biglietto del bus si moltiplica per i viaggiatori, il taxi si divide. Ci sono molte soluzioni. Per esempio abbonamenti su tratte fisse fatti a gruppi di 3-4 persone che ogni giorno alla stessa ora vanno e tornano dal lavoro. Internet può servire a trovare persone dello stesso quartiere o strada che fanno quotidianamente lo stesso percorso.
Gli smartphone possono costruire in tempo reale aggregati di clienti che richiedono percorsi simili. Insomma, si può aumentare notevolmente il numero di persone trasportate e dividere la spesa. Lo sanno i nostri tassisti che trasportano ormai da anni i giovani in discoteca con auto da 6-8 posti, facendo un ottimo servizio. Se proprio vogliamo calmierare il mercato, assegniamo alle aziende di trasporto pubblico il 10% delle licenze con la clausola che esercitino a prezzi controllati (non senza utile, sarebbe scorretto) favorendo in particolare anziani e persone con problemi di mobilità. In accordo con i centri commerciali, si stabiliscano tariffe speciali per persone, specie anziani, che possono andare a fare la spesa in 3-4 avendo un taxi all'andata e al ritorno. Spesso gli anziani sono costretti, per difficoltà a guidare e trasportare pesi, a fare la spesa solo in centro spendendo di più.
Favoriamo il viaggio in taxi da casa alla spiaggia, spesso fatto da tutta la famiglia. Non è meglio d'estate salire su un'auto con l'aria condizionata all'andata e al ritorno invece di morire per trovare parcheggio, pagare e poi dover camminare sotto il sole con i salvagenti e le cofane di pasta fredda?
Favoriamo servizi di taxi-van per percorsi anche extraurbani, per es. per i ristoranti in campagna (si evita di non poter bere) e per gli eventi dove non si trova parcheggio (sagre, feste, ecc.).
Se il lavoro aumenta, i tassisti non saranno più contrari ad aumentare le licenze, anzi.
Quello che è assurdo è accrescerle in periodo di recessione quando già i clienti spendono meno.
Non solo, ma attenzione all'effetto cortina fumogena. I tassisti, era sicuro, avrebbero bloccato strade e piazze e generato tafferugli e fatto incazzare tutti (vedi 'popolo della rete', altro grande attore costruito dai media). Nelle strategie mediatiche dei governi, quando devi fare cose dolorose o poco giuste, è utile usare la tattica delle 'cortine fumogene': questo governo è molto abile. Gli evasori sono capri espiatori utili, ma sono anonimi e non scendono in piazza. I tassisti sono perfetti. Vanno in apertura di giornali e TG e tutti li odiano. Il PD è messo a tacere perché Bersani si era scornato contro i tassisti quando era ministro e ora non può opporsi. Ma le liberalizzazioni utili sono altre.
Non dimentichiamo che la benzina costa di più che nel resto d'Europa escluse le tasse, che paghiamo tasse in modo ridicolmente fastidioso: se mi mettono il bollo auto, la RAI, ecc sul modello Unico, lo pago tutto insieme e buona notte. Ci vuole molto? Che le autostrade stanno arricchendo Benetton senza che corra nessun rischio, che le ex municipalizzate sono piene di poltrone costose e inutili dove siedono ex politici ed ex sindacalisti, mentre i servizi sono rimasti uguali e più cari. Che il lavoro notarile non è sempre quel prezioso e sapiente supporto a una transazione che merita di essere difeso e pagato bene, ma il semplice compilare un modulo a un prezzo astronomico. Che non è possibile dover pagare per pagare: perché devo pagare uno per pagare le tasse? Perché al catasto, alla motorizzazione civile, in tribunale, e in tanti uffici devono andare degli specialisti perché altrimenti il cittadino non capisce niente? O diamo gli uffici agli specialisti o li rendiamo accessibili. Non è possibile dover assumere un consulente perché hai perso la patente. E infine l'ultima grande questione: è possibile che in questo paese nessuno ti paghi e se ti deve pagare lo fa il più tardi possibile? La Grande Liberalizzazione sarebbe una legge che imponga tutti i pagamenti entro 30 giorni. Perché la moneta serve solo se si muove. Come l'energia e la vita.

 

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