Da noi niente inchini, grazie

RIMINI - Notizie satira - mer 25 gen 2012
di Lia Celi

La tragedia della Concordia che colpisce anche Rimini
Le navi da crociera non ci salutano, per fortuna

E' ancora difficile parlare d'altro che della catastrofe della Concordia e dell'angoscia per William e la piccola Dayana, i due riminesi che, mentre scrivo, risultano ancora dispersi. A meno di un mese dall'anniversario della scomparsa di Elvira Casadei, l'avvocata riminese perita nello tsunami del 2004, che per qualche giorno rimase nel registro dei dispersi, riviviamo la stessa apprensione, nella speranza, sempre più fioca, di un esito meno tragico.
I riminesi sono giramondo, si sa, soprattutto in inverno. Pur attaccatissimi alla loro città, colgono tutte le occasioni per mettere un cornetto fuori stagione al caro vecchio mare di casa. Non sono certo loro a mandare in crisi le agenzie di viaggio, anche se sono sempre più numerosi i cacciatori di last-minute in rete. E' statisticamente inevitabile che anche Rimini paghi il suo tributo alle (fortunatamente rare) disgrazie che colpiscono i luoghi del turismo globale, dalle spiagge della Thailandia alle grandi navi da crociera, considerate così sicure e a prova di incidente che spesso vengono proposte alle famiglie con bambini come alternativa al solito villaggio vacanze, di cui sono la versione galleggiante.
Ma quando scopriamo che in una sciagura come quella di Phuket del Giglio è coinvolto qualche riminese, adulto o bambino, è come uno shock collettivo. Reso più acuto dal fatto che anche Rimini è un luogo, seppure un po' appannato, del turismo di massa. Noi cresciamo fra alberghi, stagionali, balli di gruppo e animatori, l'accoglienza ce l'abbiamo nel sangue e ci sentiamo a casa nostra, più di altri viaggiatori, in qualunque resort o spiaggia o crociera del mondo. Ci fidiamo, perché sappiamo come funziona la baracca, il turismo ce l'abbiamo nel Dna. Che succeda qualcosa a noi, gli anfitrioni d'Europa, quando indossiamo una volta tanto i panni dell'ospite, oltre che una disgrazia sembra un tradimento.
Soprattutto quando, come nel caso della Concordia, le persone coinvolte (un uomo dalla salute delicata, una bimba, ospiti che richiedono più attenzione di altri) sono state abbandonate, inghiottite nel nulla e nessuno riesce a dirti cosa è veramente successo. E' sempre più evidente che ai comandi della Concordia c'era uno sborone sconsiderato cui noi non avremmo messo in mano nemmeno il timone della motonave Bella Rimini. Forse è per questo che nessuna grande nave da crociera si inchina mai davanti alla nostra città. Se lo facesse la manderemmo a cagare.

http://www.liaceli.com/

 

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