Ripartire da qui

RIMINI - Notizie attualità - mer 25 gen 2012
di Stefano Cicchetti

La Provincia di Rimini e la crisi
Il vice Presidente della Camera di Commercio Salvatore Bugli: "Consapevoli dei rischi, ma fiduciosi delle nostre forze"

Due anni di recessione per l'Italia, stagnazione ormai quasi certa anche per la nostra regione. E da noi? Salvatore Bugli, vice presidente della Camera di Commercio di Rimini e Direttore provinciale di CNA, invita al "calma e gesso": «In momenti come questi occorre la massima consapevolezza degli enormi problemi cui ci troviamo di fronte. Ma da qui dobbiamo ripartire con la piena coscienza anche delle nostre forze e delle nostre potenzialità».
Esiste una parola d'ordine, un concetto base cui poter affidarsi? «Sicuramente - risponde Bugli, ed è quello di fiducia. Intesa non come negazione della difficilissima realtà, ma fiducia nelle risorse di questo territorio, che non sono poche né dal punto di vista delle risorse umane che dei capitali. La botta è stata dura, la risalita sarà durissima, ma il cammino mi pare intrapreso. Certo occorre creare le condizioni per una ripresa, non basta star fermi in attesa che passi la bufera».
Quali condizioni? «Innanzi tutto, e non a caso, torna la parola "fiducia": in questo caso è quella che le banche devono tornare a concedere alle imprese. Che se messe in grado di farlo, hanno dimostrato di sapersela giocare su tutti i mercati. Basti guardare i risultati dell'export, anche per le medie e piccole imprese del nostro territorio. Occorre poi creare occasioni di lavoro e di fare impresa, spezzando le barriere di burocrazia, inefficienza, pressappochismo e sprechi che per tanti anni hanno ritardato la nostra crescita. Ma anche tornando a far circolare denaro, rimettendo in moto un minimo di lavori pubblici che, fra l'altro, se non eseguiti fra breve presenteranno il conto sia in termini di carenze infrastrutturali, peraltro già non indifferenti, sia di vera e propria sicurezza del territorio».
E' possibile anche a livello locale? «Intanto dallo Stato va riconosciuto ciò che a livello locale è strategico, vitale. Penso a temi come tassa di soggiorno e concessioni di spiaggia, dove i fatti stanno dimostrando che qualche approfondimento in più non avrebbe guastato. In ogni caso le risorse raccolte da queste esazioni, come da una severa lotta all'evasione fiscale, devono assolutamente servire per sostenere gli investimenti e le imprese, non per coprire la spesa corrente. Da parte nostra dobbiamo far funzionare tavoli di confronto che ci sono già, magari senza utilizzarli per inutili polemiche che nessuno si può più permettere. Affrontando le questioni una per una, senza penalizzare nessuno, ma anche senza tabù intoccabili, dobbiamo arrivare a rivedere tutto il nostro sistema. Siamo uno dei distretti con la qualità della vita fra le migliori d'Italia, in una regione che resta la più ricca del Paese e con il più alto numero di imprese per abitante. Questo lo dobbiamo aver ben presente. Ma sappiamo anche che tutto questo non basta più e non ci garantisce per il futuro. Futuro che invece dobbiamo costruire partendo da qui, dalle nostre eccellenze, dal nostro saper fare bene le cose, lasciandoci indietro le zavorre e raddrizzando le storture».

 

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