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RIMINI - Notizie primo piano - mer 25 gen 2012
di Stefano Cicchetti

Intervista al sindaco di Rimini
"Un nuovo patto di cittadinanza contro la crisi"

A livello nazionale i temi impellenti sono ovviamente quelli della crisi: fisco, tagli, credito, liberalizzazioni, lotta ai privilegi, e soprattutto come tornare a far crescere le imprese. Abbiamo chiesto al sindaco di Rimini cosa e come si può fare a livello comunale, allargando il discorso agli altri temi che più premono ai cittadini. Signor Sindaco, per dirla alla riminese, "come butta"?

"Gli ultimi mesi ci hanno restituito un clima e parole d'ordine, così traumatiche e devastanti da farci rimbalzare indietro di 60 anni. Paghiamo, tutto in una volta, il conto salato per le pigrizie, le furbizie, il galleggiare. Paghiamo soprattutto l'incapacità strutturale di riconoscere e far crescere a sistema produttivo ed economico i nostri ineguagliabili talenti, paghiamo il non premiare merito e innovazioni ma rendita e corporazioni. La crisi assale i cittadini e gli Enti locali. Ma la crisi che si legge sui giornali si tocca con mano dentro e dietro casa. E' qui, dove di fatto poi abitiamo, che si stanno scaricando gli effetti reali della crisi".
Cosa si può fare per ambiente, welfare, scuole, cultura?
"In questo quadro i Comuni, e quindi il Comune di Rimini, diventano gli avamposti dei servizi, della coesione sociale e della tenuta di civiltà entro cui le famiglie, le imprese, i bambini, gli anziani cercheranno rifugio, sostegno, conforto. Esplodono i bisogni, aumentano le aspettative, diminuiscono radicalmente le risorse. Queste sono le nostre priorità, anche se a tutt'oggi, nonostante tre manovre e una legge di stabilità, il quadro normativo sulle risorse ha ancora punti oscuri. Per la serietà che dobbiamo ai riminesi, dato il quadro in evoluzione gli studi e le proiezioni sulle entrate, non abbiamo ancora deliberato lo schema di Bilancio in Giunta da sottoporre all'approvazione del Consiglio per poi magari modificarlo perché non studiati al millimetro tutte le entrate possibili con tutti gli strumenti a disposizione".
Poi ci sono le infrastrutture: nel 2012 Rimini vedrà delle novità riguardo viabilità e fognature?
"In un Paese devastato da una crisi di proporzioni spaventose, la Rimini che serve per le prossime sfide è una città coesa e armonica, che sappia ricomporre le sue fratture. Fratture di quello sviluppo che ha portato la città a essere quello che oggi è nel mondo, ma che ci restituisce in questo momento tutti i suoi limiti. La città balneare, sotto la ferrovia, che non dialoga con il resto del corpo urbano e con i luoghi dell'identità storica della città. Un tessuto urbano, fuori dal Centro storico, che, per come è avvenuta la crescita della città, non è collegato naturalmente con la cerchia delle mura malatestiane. L'altra grande frattura costituita dalla SS16. Una cacofonia urbana che determina anche una sconnessione "sociale", perché questo modo di crescere della città, per strati successivi schiacciati verso la spiaggia, che non comunicano, ha anche dei riflessi sulle relazioni che i cittadini costruiscono tra loro e con la città stessa. Un Riminese che abita a Rivazzurra o a Viserba non dice vado in centro, dice vado in città, a volte dice addirittura vado a Rimini, come se i luoghi identitari, le "radici" della città non fossero anche le sue. E questo indebolisce la coesione sociale e il nuovo patto di cittadinanza che riteniamo necessari per fronteggiare questa crisi. Viabilità e fognature stanno dentro a questo contesto. La Rimini che serve per le prossime sfide è una città coesa e armonica, che vista dall'alto, puntino dello stivale italiano sull'asse dell'Adriatico si sviluppa per centri e anelli concentrici, che ricompone le fratture. Quello storico del centro con il progetto nuove piazze e delle mura malatestiane. Un centro che si allarga ai borghi, dove con progetti di finanza si costruirà una cerniera di parcheggi. L'anello più largo che passa per Miramare, risale da Viserba a Torre Pedrera, individuando funzioni e vocazioni per le frazioni, passa per la campagna connessa, con l'abbattimento di valichi stradali, con il resto della città. In questo senso, abbiamo reimpostato il rapporto con Società Autostrade perché grazie ai cantieri della terza corsia vengano realizzati i sottopassi di ricucitura tra forese e zona urbana. Ricucire gli strappi, perché così un luogo della città può usufruire del valore aggiunto rappresentato da un altro luogo della città. Lo si deve fare realizzando percorsi di mobilità leggera, ciclopedonale che colleghino il centro con quell' 80% del territorio urbanizzato che oggi non ha questo tipo di collegamenti. E' questo l'obiettivo che vogliamo cogliere con la realizzazione di un anello interno verde che lambisce il forese, dai Padulli alla Grotta Rossa arriva al mare girando intorno al centro. Anello verde a cui si arriva da nord a sud, da Torre Pedrera a da Miramare. Provate a pensare come inciderebbe una cosa simile per la popolazione. Poter andare in sicurezza con un bambino a vivere le tante parti della propria città e quanto questo contribuirebbe a far superare quella frattura anche identitaria che c'è dentro la nostra città. E' inutile negare che il passato ci consegna anche una distorta consuetudine al minimizzare quei problemi che ora esplodono per circostanze diverse. L'obsolescenza del sistema fognario cittadino, figlio di una mentalità sbagliata che vuole più redditizi gli investimenti sopra terra che quelli nel sottosuolo, è un problema endemico sulla cui soluzione abbiamo scelto di incardinare il piano triennale degli investimenti e molta parte del nostro lavoro. Fino ad approvare nell'ultimo Consiglio Comunale il Piano Operativo per la realizzazione del Sistema Fognario (PSB) cosa che farà sì che il 2012 sia l'anno dei primi nuovi interventi. E ci vorrà, e bene dirlo, ancora molto tempo e fatica".
Che anno turistico possiamo aspettarci?
"Siamo davanti a un periodo che porterà cambiamenti epocali nel modo di fare e offrire turismo, e in tal senso la spiaggia non fa eccezione. Partiamo da un fatto: il modello riminese è fortunato perché fino ad ora ha saputo tenere in equilibrio le diverse componenti, vale a dire le esigenze degli ospiti, la tutela delle imprese e una forte caratterizzazione nazionale e internazionale. Lo stesso equilibrio deve essere ricercato allorché di fronte si parano nuove sfide: non ha senso trasportare il passato nel futuro, ma ha senso alzare l'asticella e perseguire uno schema innovativo che sappia tenere assieme le mutate istanze e abitudini della clientela, la volontà degli operatori di approntare un'offerta che sia in linea con un mondo che cambia, l'esigenza/opportunità di essere ancora una volta apripista piuttosto che rimorchio. Ci sono località che sull'emozione del sole che sale e che scende hanno costruito una suggestione diventata offerta turistica: benessere diffuso, accoglienza, wellness, termale, rinaturalizzazione, ristorazione in una giornata ‘lunga' in cui è lo scenario marino a fare la differenza rispetto ai luoghi di ritrovo in una grande città. Siamo alle soglie della possibilità di fare un salto di ciclo, innestare un' "altra grande opera" che ha come obiettivo rifare, riqualificare spiaggia e lungomare. Questo è un tipico terreno dove dalla crisi può emergere una grande opportunità".
Uno dei punti qualificanti del suo programma era la "revisione" della macchina comunale: a che punto siamo?
"Cambiamento e coraggio, nuova direzione dello sviluppo devono offrire in cambio anche una nuova macchina comunale che li favorisca. Disponibilità all'innovazione, meno burocrazia, maggior chiarezza e risposte veloci. Chi guarda all'innovazione, e il Comune lo vuole fare, è credibile se è il primo a praticarla. In questi mesi abbiamo introdotto il metodo dell'approccio integrato ai progetti e ai problemi. Può apparire poco o scontato, ma vi assicuro che è iniziata una piccola rivoluzione".

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