I cani riminesi? Griffatissimi

RIMINI - Notizie satira - gio 12 gen 2012
di Lia Celi

Nel 2012 accadrà il miracolo della paletta e del sacchetto?
Peccato che l'eleganza degli animali va di pari passo con la maleducazione dei padroni

"Come sono eleganti i cani qui a Rimini!" si meraviglia l'amica milanese a passeggio per Piazza Tre Martiri. La guardo sospettosa, chiedendomi se il complimento non sia un'offesa mascherata. Sinceramente, non mi ero mai accorta che i cani malatestiani fossero più eleganti di quelli di altre città. Mi è capitato di vedere cani nelle mie recenti trasferte a Milano o a Roma, e come eleganza mi pare fossimo lì. Diciamo pure che una gattofila non è un giudice imparziale in materia di stile canino, convinta com'è che, quanto a naturale eleganza, il felino più derelitto ripescato da un bidone distacchi di varie lunghezze un pluridecorato levriero afghano. Ma la mia amica, una giornalista cosmopolita ed esperta di mode, nonché amante dei cani, non si riferiva all'andatura, alla purezza di linee o ai "bau" particolarmente melodiosi, ma proprio all'abbigliamento.
Ha notato chihuahua in bomber, bassotti in loden e yorkshire impellicciati con giacchini delle dimensioni di un toupet. Per non parlare degli accessori, guinzagli e toy-bag, debitamente coordinati e firmati. Nemmeno nella Fifth Avenue, assicura la mia amica, si vedono cani così in ghingheri. Ho sempre dubitato che vestire i cani sia una delle moderne opere di misericordia corporale. Di solito mi si replica che alcune razze di piccola taglia e dal pelo rado hanno un oggettivo bisogno di essere protette dal freddo. E allora mi domando chi abbia avuto la diabolica idea di selezionare cani che congelano a otto gradi centigradi. Dovrebbe esserne consentita la vendita solo nelle zone tropicali, dove potrebbero girare tutto l'anno nudi come mamma cagna li ha fatti.
D'accordo, il cane è il migliore amico dell'uomo, ma la mela nell'Eden non l'ha mangiata lui, e dunque non ha mai sentito il bisogno di coprire le sue nudità. Né con mini-montgomery né con i più sportivi maglioncini a collo alto in promozione alle Befane. Il cagnolino riminese in giacchetta griffata non ha freddo, ma si sente a disagio, e si vede. Non vuole dare un dolore all'adorato padrone e cerca di darsi un contegno, pur rendendosi conto di essere terribilmente ridicolo, specie quando deve espletare certi fisiologici bisogni. Vestito come un milordino, e fa la cacca in pubblico. E magari il padrone, anziché raccoglierla con l'apposito equipaggiamento, se la cava con una stizzosa tirata di guinzaglio, come certo non succede nella Fifth Avenue.
Sarebbe bello che nel 2012 tutti i riminesi possessori di cani, eleganti o no, non insistessero nel voler far condividere alle suole dei concittadini le deiezioni dei loro amici a quattro zampe. L'anno appena iniziato si profila già abbastanza di merda. Non è il caso di aggravarlo.

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č