La vergine e l’agnello
Una delle prime martiri romane
La storia di Sant'Agnese è narrata in due diverse versioni: una latina che parla di una ragazza dodicenne, mentre quella greca riporta le vicende di una vergine adulta. In ogni caso, Agnese, essendosi rifiutata sacrificare alla dea Vesta (la vergine custode del fuoco sacro), sarebbe stata esposta nuda in un postribolo. Ma Dio le avrebbe fatto crescere i capelli fino a coprirle tutto il corpo, mentre un angelo la velava con una veste bianca. Un giovane che tentò di violentarla cadde morto, ma successivamente fu riportato in vita grazie ad una preghiera di intercessione della vergine stessa. Successivamente provarono a ucciderla gettandola nel fuoco, ma le fiamme si divisero lasciandola illesa. Infine fu giustiziata con il taglio della gola, secondo alcuni; secondo altri, decapitata.
Sant'Agnese si celebra il 21 gennaio; il suo attributo iconografico è l'agnello, scelto per assonanza col nome della santa (che invece è la latinizzazione della parola greca aghnos: "casta, pura") o perché anch'esso viene sacrificato per sgozzamento. La data della morte non è certa; qualcuno la colloca tra il 249 e il 251 durante la persecuzione di Decio, altri nel 304 sotto Diocleziano.
E' protettrice delle vergini, delle fidanzate e dei giardinieri.
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