Il passato non ritorna (quasi) mai

RIMINI - Notizie primo piano - mer 21 dic 2011
di Stefano Cicchetti

In vigore da aprile con qualche ammorbidimento
Riecco la tassa di soggiorno, spauracchio degli anni Sessanta

Anche da noi c'erano le "vedette", come nei Quartieri Spagnoli. Ma sorvegliavano i quartieri della Marina e non per avvistare le retate della polizia, ma quelle della "Sienda", intesa come Azienda di Soggiorno. Quando all'orizzonte si profilava l'uomo della Sienda, era il fuggi fuggi. Perché tutti in estate vivevamo come in Russia, applicando la formula della coabitazione: la famiglia si restringeva in metà della casa, per ospitare i "forestieri" nell'altra metà. Ma alcuni erano ancora più avanti: andavano a vivere nel garage - rigorosamente abusivo - o perfino nei capanni di legno recuperati dalla spiaggia e piazzati in giardino, riuscendo così a stipare in casa non una, ma due, tre famiglie in affitto. Allo squillare dell'allarme, scattava l'occultamento di tutti questi ospiti fantasma. L'uomo della Sienda non si accorgeva di niente, o fingeva di non accorgersene. E la maledetta tassa di soggiorno era ancora una volta scavidata, evitata. E scavidata per sempre, quando un bel giorno fu abolita. E invece, rieccola, la tassa. Il turismo non è più quello degli affittacamere in nero e si abbatterà quasi esclusivamente sugli alberghi. Come volevasi dimostrare, nessun sindaco della riviera - tranne quello di Bellaria - ha potuto farne a meno. A Rimini il via libera ufficiale è arrivato solo ieri, ma che la tassa di soggiorno sarebbe stata applicata era sicuro. Per togliersi gli ultimi dubbi, bastava guardare le cifre del bilancio comunale: 151 milioni di debito, che fanno più di mille euro ad abitante.  Il che ci colloca al 41mo posto in Italia e in una poco invidiabile terza posizione in regione dietro Forlì e Ferrara. L'imposta sarà applicata dal primo di aprile. Non graverà oltre i sette giorni di permanenza, ne saranno esentati i bambini sotto i 12 anni e sarà calibrata in base alla classificazione degli hotel: da 70 a 90 centesimi per quelli a una stella, da 1 euro a 1,50 per i due stelle, da 1,50 a 2,50 per i tre stelle, fino a 3 euro per i quattro stelle, fino a 4 per i cinque stelle.
Il Comune promette di impiegare l'introito per "importanti interventi migliorativi della qualità dell'offerta turistica". Intanto si proverà ad addolcire la pillola con un "kit di benvenuto": lo riceverà ogni turista, che avrà anche l'opportunità di aderire al "Club degli amici di Rimini", con servizi e facilitazioni del valore di 60 euro.
L'incasso previsto è di 6,5 milioni, dando già per scontata un'evasione del 20%.
In mezzo secolo è cambiato tutto, nessun bagnante si sogna più una vacanza in coabitazione, gli affittuari abusivi di ieri non di rado vivono il turismo come un fastidio. Ma l'uomo della Sienda non l'avrà vinta neanche questa volta, qualcuno riuscirà ancora a farla franca.

 

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