"Quel ponte vicino casa che attraversavo da bambina"
Dal Sud Africa un augurio per Rimini
Beatrice Cenci, che ci pensa da lontano
Beatrice Cenci nativa del Borgo San Giuliano subito dopo la guerra emigrò per cercare una vita migliore in Sud Africa. Durante tutti gli anni trascorsi all'altro capo del pianeta mantenne sempre vivo il ricordo del borgo natio, del Ponte Tiberio, di Rimini. Un po' di anni fa cominciò a scrivere al nostro giornale ricordando gli anni della sua infanzia, le persone, il modo di vivere, il lavoro, le abitudini, la povertà di quegli anni. Quei sui brevi scritti rappresentano il suo legame con Rimini e per chi li leggeva il ricordo di quegli anni e dei molti emigrati: i riminesi nel mondo. Ci scrive una lunga poesia dedicata al Ponte Tiberio per fare gli auguri alle città. Riportiamo qualche riga: "Il Tiberio giovane gioviale, maestoso, romantico ed antico/inalterato tappeto marmoreo ed amico (...) Dal ponte i giovani sul Marecchia, gioiosi a gara di tuffi, al naturale/le mamme ed i piccoli nelle acque limpide adiacenti uguale (...) Il Ponte accoglie tutt'ora l'ultimo passaggio fra i suoi parapetti (...) chi non ricorda la fiumana, le case inondate il ponte straripato (...) Il ponte candido di neve e gli scivoloni della povera gente (...) Quando il babbo, nel suo mantello medioevale, sotto il ponte anguille pescò e la fame di noi poveri ristorò. Allora depongo una ghirlanda. Con un saluto ed un abbraccio al ponte".
Gli auguri sono ricambiati.
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