Un genio umile scomparso troppo presto

Rimini - Notizie Borgo San Giovanni - mer 07 dic 2011
di Mara D'Angeli

Sono trascorsi 10 anni dalla morte del giovane riminese
Davide Arcangeli, designer di Pininfarina, Volkswagen e Bmw

C'è chi dice che la vita è troppo breve per essere sprecata e poi perde attimi preziosi per strada come briciole di pane. C'è chi invece, silenziosamente, spreme ogni secondo della propria esistenza godendo del dolce sapore che ogni istante sa regalare.
Davide Arcangeli è stato uno di questi. Riminese doc, che in soli dieci anni è riuscito a realizzare i propri sogni di bambino, scalando la vetta del design automobilistico. Che si è fatto onore nel mondo, lavorando per le migliori case automobilistiche, quasi fosse inconsciamente consapevole che la vita non gli avrebbe regalato tanto tempo. Il 16 dicembre, infatti, cade l'undicesimo anniversario della sua morte, giunta nel 2000 quando Davide aveva solo 30 anni. Una vita intensa la sua, ragazzo "umile e bambinone" come ama ricordarlo il padre che ci mostra con orgoglio e un filo di commozione il book con i modelli delle auto disegnate dal figlio.
Davide nasce a Rimini nel 1970 e sin da piccolo manifesta la sua grande passione per il disegno, tant'è che all'età di 14 anni si iscrive al Liceo Artistico. Terminata la scuola, Davide, con i migliori disegni in mano, decide di passare in rassegna tutti i carrozzieri della zona per proporre i suoi abbozzi. Non si fa intimorire e si presenta anche alla Pininfarina, la quale, dopo averli esaminati decide di ammetterlo per uno stage in azienda. Davide ha solo 20 anni, ma dopo un breve periodo di prova viene ammesso a pieno titolo nella ditta, dove lavorerà per circa quattro anni contribuendo alla realizzazione della Peugeot 406 coupè, di una moto della Morbidelli e di diverse autovetture per saloni.
Qualche tempo dopo viene assunto dalla Volkswagen, per poi approdare alla Bmw, con la quale collaborerà per altri quattro anni, disegnando la celebre E60. Ne ha appena concluso la progettazione, quando, la notte, Davide viene colto da un improvviso malore. Immediatamente ricoverato, gli verrà diagnosticata la leucemia.
I medici decidono di iniziare subito la chemioterapia, ma, una settimana dopo, Davide viene colpito da un aneurisma e non ce la fa. Non vedrà mai la sua creazione completa, in quanto l'auto sarà messa in commercio solo due anni dopo la sua scomparsa. "I suoi erano disegni caldi, esprimevano la sua personalità"- commenta il padre - "In dieci anni ha vissuto tre vite. Ricordo ancora quando, in occasione del primo giro sulla Peugot 406 Coupè, mi pregò di non dire a nessuno che ne era lui il disegnatore. Il suo più grande dono era l'umiltà e ci manca tantissimo".

 

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