Intervista a Lorenzo Kruger, leader dei Nobraino

RICCIONE - Notizie spettacoli - mer 07 dic 2011
di Beppe Ardito

Riccione Sanremo andata e ritorno
Dal "Dopo Festival" alla partecipazione al Premio Tenco

Incontrare Lorenzo Kruger, cantante e leader dei Nobraino, è come ritrovare ogni volta un vecchio amico. L'occasione è resa solenne dall'aspetto fiabesco di Longiano nell'ora serale, Kruger e Giacomo Toni sono in prova generale al Teatro Petrella per "Gli scontati", un nuovo progetto dedicato a Paolo Conte. Poi capatina al bar e una sorta di chiacchierata amichevole più che un'intervista. Nuovo look quasi lennoniano con barba e occhialini, Lorenzo è sereno dopo un mese passato a Cuba, meritato riposo dopo una tournèe che ha portato la band a suonare in tutta Italia. Ora si attende l'arrivo di un nuovo disco, ma i Nobraino non stanno ad aspettare: lo scorso 12 novembre sono saliti sul palco del Teatro Ariston di Sanremo per il premio Tenco.
Allora Lorenzo, com'è arrivata questa partecipazione al premio Tenco?
"Durante la scorsa tournèe abbiamo suonato in un locale a Verona. Nel pubblico c'era un signore anziano, molto attento alle nostre canzoni. In realtà era Enrico De Angelis, Patron del Tenco, che ci ha avvicinati e ha voluto fortemente la nostra presenza alla manifestazione come ospiti. Per noi è un traguardo che ci aiuta moralmente ed è una conferma di come il nostro stile sia ormai in pieno svolgimento con una vena creativa libera e matura".
Com'è stata l'accoglienza?
"Eravamo un po' timorosi perché, di solito, il pubblico del nord non apprezza il nostro spettacolo a volte eccentrico. Inoltre devo confessare che stare su quel palco provoca una certa soggezione. Invece abbiamo ricevuto molti apprezzamenti oltre all'invito a tornare il prossimo anno e abbiamo praticamente venduto quasi tutti i cd al nostro banchetto".
Come procede il nuovo disco?
"Diciamo che siamo alle fasi finali, il grosso è già concluso. Pensiamo che questo sia il nostro miglior lavoro dove prendiamo piena consapevolezza del nostro stile e allo stesso tempo ci possiamo permettere di essere più "leggeri", di fare un lavoro che sia alla portata di tutti e per tutti senza atteggiarci, come fan in tanti purtroppo in Italia, da band di tendenza".
A proposito di band di tendenza, non credi che nel nostro Paese ci sia una netta demarcazione fra band indipendenti e mainstream?
"I "fenomeni" cosiddetti indipendenti spesso, a mio avviso, dimostrano che sono chiusi in loro stessi con una vena creativa che tende ad esaurirsi. Noi piuttosto ci definiamo "indipendenti" perché per anni abbiamo lavorato ad un risultato che ci tenesse fuori dalla logica dei contratti che precludono collaborazioni esterne, o tappe del tour forzate".
Intanto il padrone del bar sbotta, forse è ora di chiusura, anche se sono le otto e mezzo. Longiano sarà pure fiabesca ma, in una fredda serata di novembre, non è fatta per le anime notturne. Kruger mi saluta, avremmo tante cose da dirci, gli ricordo che custodisco ancora gelosamente il loro primo ep regalatomi da loro ben 18 anni fa, perbacco, mi accorgo che i Nobraino sono diventati maggiorenni e hanno davvero tutte le carte in regola.

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