Senza porporina che Natale č?

RIMINI - Notizie satira - mer 07 dic 2011
di Lia Celi

Riti di dicembre
Tutti al lavoro con i brillantini

Per gli antichi l'Aurora era la "dea dalle dita di rosa". Se noi moderni dovessimo coniare un epiteto per il mese di dicembre, lo chiameremmo «il mese dalle dita di porporina».
In verità le dita di porporina (e le mani, e i capelli, e buona parte dei vestiti) non le ha dicembre in persona, ma metà dell'umanità occidentale: i bambini, i genitori e gli insegnanti impegnati a confezionare i lavoretti natalizi. Case e scuole diventano un unico, gigantesco laboratorio in cui risuona lo zic-zic di migliaia di forbici arrotondate e lo sch-sch di altrettanti pennelli intinti nella colla, mentre su tavoli e mensole troneggia un esercito di barattoli di polverine sbrilluccicanti nei colori più vari, indispensabili per dare il tocco natalizio ai lavoretti.
Fino al 24 dicembre una vasta porzione del pianeta è avvolta da una variopinta nuvola di brillantini, visibile anche dal satellite. Perché senza porporina non è Natale. In un Vangelo apocrifo compare anche un quarto re mago, molto somigliante a Giovanni Muciaccia di Art Attack, che offre al Bambinello un vasetto di porporina. «Grazie, ma la maestra la voleva ai primi di dicembre, non all'Epifania,» risponde la Madonna, un po' seccata, «e comunque l'ho già comperata io alla Moderna».
La porporina è altamente contagiosa. Le particelle di cui è composta sono poco più grandi del virus dell'influenza, ma si diffondono con più facilità. Se stai a contatto con bambini in età scolare in luoghi chiusi, ti becchi di sicuro la porporina in forma acuta - ovunque. Se starnutisci, la diffondi tutto intorno a te e l'attacchi ai tuoi vicini. Oppure non ti accorgi di averla perché non vedi nessuna traccia; ma quando torni a casa, infili la mano in tasca per cercare l'accendino e la tiri fuori tutta dorata come quella di una vittima di Goldfinger o azzurra-fluo come quella di un Na'vi, e per una settimana il tuo parquet scintilla più del pavimento della fatina Trilli.
I coriandoli di Carnevale sono altrettanto antipatici, ma più rintracciabili, per stroncarli basta un aspirapolvere; la porporina invece è insidiosa, scompare, ricompare, pensi di averla aspirata fino all'ultima molecola ma poi ti guardi allo specchio e ti rendi conto con orrore di aver girato tutto il giorno con le sopracciglia fucsia stile Lady Gaga. Infine la porporina si cronicizza e te la tieni in casa tutto l'anno sotto forma di brillantini sparsi qua e là, nei luoghi più impensati. Non li vedi più, finché una lama di sole di luglio, infilandosi sotto una credenza o in un angolo remoto del salotto, non accende imprevisti bagliori d'oro o di smeraldo. E sorridi pensando che mancano solo cinque mesi a Natale.

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