Meglio poco ma buono
Eccellenti tipicità a chilometro zero
Non sono i clienti a diminuire, ma la borsa della spesa si restringe. Resiste il prodotto locale
Prodotti tipici: un paniere che nella provincia di Rimini abbraccia olio, vino, formaggi, miele, carne piada e dolci. Una produzione di qualità che è un biglietto da visita per l’intera riviera. Eccellenti tipicità a chilometro zero, spesso però più conosciuti nel resto di Italia o all’estero che dai residenti. Come si possono promuovere questi prodotti e farli entrare nelle case dei consumatori?
E’ cresciuta la cultura di consumare prodotti vicini al luogo di produzione “La promozione è una delle funzioni principali della nostra Provincia – rimarca Mauro Morri, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Rimini - perciò sono stati programmati venti mila euro a favore delle imprese che la svolgono. Siamo, inoltre, presenti nelle fiere più importanti ed è cresciuta la cultura di consumare prodotti vicini al luogo di origine”. L’olio nuovo va assaggiato proprio in questi giorni, mentre l’assessore annuncia che per i frantoiani questo è stato un anno fortunato, senza parassiti e siccità: “Abbiamo anche notato – prosegue - che da parte del consumatore c’è ricerca costante della qualità; un dato molto significativo è che il vino che sta sostituendo la birra, mentre la bottiglia singola ha sostituito la vendita in damigiane”. Morri ha anche affermato che in questo momento di difficoltà e crisi, la Provincia va incontro alle aziende, agevolando l’accesso al credito. [Il consumatore preferisce la qualità alla quantità e non si fanno più le scorte] Meglio allora poco ma buono. Negli anni non si riduce il numero dei clienti, ma la borsa della spesa. Il consumatore preferisce la qualità alla quantità e non si fanno più le scorte. Di questa idea è anche Antonio Baffoni, responsabile dell’omonimo Oleificio di Misano Monte. “Le nostre olive sono della zona, e oggi, rispetto a una volta, si compra solo lo stretto indispensabile. Però è aumentata la qualità, certificata anche dai clienti stessi che vengono ed assaggiano l’olio fresco direttamente in frantoio”. E la piada? Giuseppina Bicchiarelli della Piadineria Giusy, propone almeno 15 varietà di piadine e cassoni farciti, notando che negli anni il consumo è calato e le famiglie vorrebbero comprare i precotti; “Ciononostante nella mia piada non metto conservanti: meglio salvaguardare la freschezza piuttosto che la durata”. La famiglia Sanchini dall’800 si tramanda anche la tradizione del miele e partecipa a fiere e sagre locali, facendo assaggiare delizie come nettari alla frutta. E anche loro confermano che si vendono di più le confezioni da 250 grammi piuttosto che i barattoli da un chilo. Insomma…piuttost che gnint l’è mei piuttost!!!
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