Non si č mai troppo vecchi

RIMINI - Notizie satira - mer 23 nov 2011
di Lia Celi

Nonno Giorgio sta dando l'esempio
Impariamo dagli anziani anche la gentilezza e la frugalità

«Ma sei tu che mangi tutti quei biscotti?» scherza il nonnetto in fila dietro di me alla cassa del Conad a un collega più o meno suo coetaneo. Lui ride: «Ma no, sono un pensierino per la donna che viene a fare i lavori da me. Glieli regalo per i suoi bambini, e lei è più contenta che se le dessi dei soldi extra.» «Toh, che buona idea, li compro anch'io». 

Dialoghi tra anziani vedovi non ancora in zona badante, abbastanza autonomi da farsi la spesa da soli ma non per tener dietro alla casa, ammesso che un uomo sia mai in grado di farlo. E' uno strano mix - molto romagnolo, molto d'altri tempi - fra spilorceria e gentilezza: ti sembra doveroso un piccolo segno di considerazione verso la domestica, ma vuoi spendere il meno possibile, sia perché vivi della tua pensione (che non è quella da ex parlamentare) sia perché non vuoi creare obblighi e imbarazzi né a te stesso né a alla donna.
Per una madre di famiglia, magari immigrata, che lavora a ore per mandare avanti la famiglia, non è certo umiliante accettare la garbata offerta di un pacco di dolcetti per i suoi figli: si sa come sono i bambini, anche quando hanno tutto certe cose fanno sempre gola. Un sacchetto di biscotti in offerta al supermercato costa meno di due euro, ma come regalo vale molto di più, perché presuppone un pensiero, un piccolo sforzo di mettersi nei panni di chi lo riceve.
Non so se il vecchietto del supermercato era sempre stato gentile di suo o se l'età e la solitudine gli hanno insegnato a ringraziare con piccole attenzioni quanti gli rendono più dolce e facile l'ultima parte della vita. Sta di fatto che questa storia dei biscotti mi ha fatto lo stesso effetto rasserenante e incoraggiante dell'insediamento del governo Monti.
«Si parva licet», in fondo il vecchietto del Conad, cerimonioso e un po' sparagnino, non è troppo diverso dal presidente Napolitano, attento alle formalità e nemico di ogni eccesso. Fra i tanto vituperati vecchi, che oggi amiamo additare come zavorre succhiasangue e rovina dell'Italia, ci sono gli ultimi depositari dell'antica scienza nostrana (non universalmente diffusa, va detto) della frugalità gentile, ovvero la capacità di abbellire la vita con poco, che forse dovremmo riscoprire alla svelta, prima che le ristrettezze ci rendano più gretti e cattivi di quanto già siamo. Il lusso della cortesia illumina la vita e scambiarsi piccole premure la arricchisce alla faccia dello spread. Non aspettiamo di invecchiare
per capirlo.

http://www.liaceli.com/

 

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