Marina Massironi racconta "La donna che sbatteva nelle porte"

RIMINI - Notizie cultura - mer 23 nov 2011
di Lorella Barlaam

Quando l'inferno è l'altro
Un monologo per la Giornata internazionale contro la violenza alle donne

Il 25 novembre è stato scelto dall'ONU per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in memoria delle tre sorelle Miraball, seviziate e uccise dai militari del dittatore Trujillo, nel 1960 a Santo Domingo. Ma la violenza, prima causa di morte per le donne nel mondo, ha molte facce: non ultima - e forse la più terribile - quella amata e familiare del proprio compagno. Una brutalità lacerante, perchè distrugge dall'interno, azzerando l'autostima e il rispetto per se stesse e troppo spesso resta silenziosa. Perchè se i lividi dell'anima restano invisibili, di quelli sul corpo si può sempre raccontare di esserseli procurati andando a sbattere in una porta. Fino al trafiletto in cronaca nera. A Rimini il 30 novembre, al Novelli, a dar voce alla Giornata contro la violenza sarà "La donna che sbatteva nelle porte", potente monologo di Marina Massironi tratto dal romanzo di Roddy Doyle, che percorre la via crucis di un rapporto che si trasforma in una discesa all'inferno: quella di Paula, che nell'amore per i figli trova la forza di reagire. A Marina Massironi, che in scena disegna con bravura grande d'attrice e fine sensibilità di donna la protagonista, abbiamo chiesto uno sguardo sullo spettacolo, che ha la regia di Giorgio Gallione.

Marina, "La donna che sbatteva nelle porte" è un viaggio "duro ma vitalissimo" nei gironi della violenza domestica. Come è nato questo spettacolo e come hai costruito il tuo personaggio?

«Non era possibile non accettare la proposta di Giorgio Gallione. L'offerta era ghiotta: la sua regia e un testo meraviglioso di Roddy Doyle. Una donna, Paula Spencer, racconta il percorso d'amore che l'ha portata a sopportare diciassette anni di violenze domestiche prima di riuscire a liberarsi del marito. Una vicenda drammatica, dolorosa, complicata, emozionante. A tratti amaramente divertente. Intrisa anche un po' di giallo e di azione. Narrata da Doyle con grande sensibilità e onestà, senza il bisogno di giudicare nè di compatire. Vicina a tante donne che subiscono e non hanno il coraggio di parlare. Come potevo rifiutare? Il personaggio era già perfettamente costruito da Doyle e dall'adattamento teatrale di Gallione. Ho solo cercato di rendere onore alle parole bellissime dell'autore e di non sovrapporre alcun giudizio morale o commiserazione.»
 
"Non mi viene una risposta vera, una cosa da farmi dire Ecco, ci siamo. Mi amava e mi picchiava. Io lo amavo e mi facevo picchiare. E' una cosa tanto semplice, tanto stupida e tanto complicata. E' una cosa terribile. (...)" Così Paula racconta il nucleo, semplice e tragico, della violenza subita per anni dal marito. Mentre nessuno sembra accorgersene. Nella Giornata contro la violenza alle donne viene da chiedersi come questo sia oggi ancora possibile e così drammaticamente frequente...

«E' vero. Dobbiamo trovare noi il coraggio di parlarne. Ad una amica, ad un estraneo, alla polizia. Non tutte hanno la forza di liberarsene come fa Paula Spencer. Dobbiamo credere tutte che nessuna si merita di essere picchiata, violentata, offesa. Non c'è nessun buon motivo. Abbiamo tutte il diritto di vivere in pace. Se non in coppia, da sole. Farà di certo meno male. Coraggio!»
Info: 0541/704292 - www.teatroermetenovelli.it

 

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