Fra il pedale e le vigne
Storie e personaggi del nostro sport
Pio Sorci riuscì a vincere 500 gare senza mai smettere di produrre ottimi vini
Pio Sorci, classe 1944, pur non essendo un ciclista riminese, meriterebbe una cittadinanza onoraria, per tutte le imprese compiute sulle nostre strade in anni e anni di gare, prima come dilettante e quindi come amatore.
Ma veniamus ad rem. Pio, da sempre, abita a Saiano, un paesino posto sui colli cesenati, dove con la moglie Clelia ed il fratello Mario coltiva il suo podere curando quelle splendide vigne dalle quali ottiene un Sangiovese ed un Trebbiano di qualità sublimi. Dedito all'impegnativo lavoro dei campi, per allenarsi doveva compiere sacrifici e spesso è accaduto che si riducesse ad inforcare la bicicletta soltanto nelle ore serali. Fin da quando militava nella categoria "allievi", Pio Sorci ottenne vittorie e tra queste va ricordata quella a Verucchio nel 1962, nel Gran Premio "Martiri Verucchiesi" (dopo aver compiuto per sette volte la scalata), quando arrivò solitario sotto lo striscione d'arrivo posto in Piazza Malatesta. Andava forte in salita e possedeva una buona volata. Nel 1965, nella classica Bologna - Raticosa, scattando a più riprese, frazionò il gruppo e soltanto per un malaugurato incidente, al traguardo, fu soltanto quinto. Nel 1964, il 25 maggio, vinse a San Marino nella gara che faceva da prologo all'arrivo della tappa del 47° Giro d'Italia. L'anno dopo, nel mese di aprile vinse il "Gran Premio Liberazione" a Calbrina e sempre vestendo la maglia degli "Aquilotti", ottenne una strepitosa vittoria nel Gran Premio "Salumificio Govoni", il 19 marzo 1966. In complesso i successi da allievo furono quattro e tre furono le corse su strada vinte da dilettante. Tra i "puri", Pio Sorci, gareggiò fino al 1979, affiancando all'attività su strada quella ciclocrossistica. Correndo con la bicicletta in spalla su viottoli disagevoli, tra prati innevati, saltando fossi e scarpinando nel fango il nostro uomo si tolse innumeri soddisfazioni. Fu insieme a Gino Berti, (un altro campione nostrano in questa disciplina "francescana") un vero drago del ciclopratismo. Tredici furono le vittorie da dilettante, tra le quali brilla quella del febbraio del 1974 a Castelvetro quando s'impose arrivando davanti al nazionale Livian. Il suo impegno fu premiato allorché nel 1979 (aveva già trentasei anni) venne invitato dalla Federazione Ciclistica Polacca a disputare quattro gare internazionali valevoli come preparazione al mondiale (che in quell'anno si tenne a Saccolongo di Padova e venne vinto da Di Tano). Alla fine della carriera, Pio aveva conseguito tredici vittorie e il suo nome, negli ordini d'arrivo, era comparso diverse volte davanti a quelli di Vagneur, Pacagnella, Potenza, Guerciotti....
Ma la saggezza innata, la coscienza della vanità di ogni cosa, della labilità delle imprese del mondo hanno impedito a Pio Sorci di allontanarsi da quello strumento a due ruote ed anche nella maturità, disinteressandosi dei compensi, ha continuato a mulinare sui pedali ed a correre nelle gare amatoriali inanellando vittorie su vittorie, imponendosi su ogni percorso, pagando settimanalmente il suo tributo alla fatica ed alla passione. Dal 1980 al 2009 (anno in cui ha detto basta con le competizioni), Pio Sorci ha vinto oltre cinquecento corse. Tra queste spiccano sei Campionati Italiani di ciclocross Uisp e un Campionato Italiano, sempre di ciclocross UDACE.
Nel frattempo, giusto per non perdere l'abitudine, si era imposto per ben due volte nella Nove Colli di Cesenatico, che a buon diritto può essere considerata la regina di tutte le gran fondo. I successi li ottenne nel 1980 e nel 1981. In seguito sarebbe arrivato (sempre nel percorso lungo della randonnée organizzata dalla "Fausto Coppi" di Cesenatico) una volta quarto (1985) e una volta terzo (1987). Oggi a sessantasette anni Pio Sorci è un uomo attivo che continua ad andare in bicicletta ed a produrre quell'ottimo vino bevendo il quale, allorché ci si ritrova nella di lui ospitale casa, tutti noi che abbiamo praticato il ciclismo e per questo sport abbiamo delirato,cerchiamo di esorcizzare i nefasti annunci della vecchiezza che incombe.
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