Mamma, li turchi? No, gli zuavi!

RIMINI - Notizie satira - mer 09 nov 2011
di Nando Piccari

Porta Pia? Da rottamare
Il Pd guarda al futuro: si riparte dal Papa Re

Uno dei più esilaranti spettacoli di involontaria comicità politica l'ha fornito alla Camera il capogruppo legaiolo Reguzzoni, accusando di «caduta di stile» Fini che la sera prima, a Ballarò, aveva osato riferirsi alla pensione-baby di lady Bossi, procurandosi in diretta il cantilenante birignao di protesta dell'acidula guastatrice che, oltre a manomettere il Ministero dell'Istruzione, si alterna ad Angelino Zerbino e all'On Coccodè Bernini nei dibattiti televisivi, dandosi il ruolo di "zaca-bdocc". Un leghista che lamenti l'altrui mancanza di bon ton è come un etilista che protesti perché l'alito di chi gli siede accanto puzza vagamente d'alcool. È davvero ridicolo che una lezione di galateo provenga dalla rozza "caverna del pensiero" in cui alberga la tribù padana, dove il messaggio politico raggiunge le più alte vette con l'abituale gesto dell'ombrello e del dito medio alzato ai quali si abbandona il delirante capataz.
La cosa fa il paio col Berlusconi che, fra un bunga bunga e una barzelletta con bestemmia, assume l'aria ispirata di chi conosce le sacre scritture come i copioni delle soap operas di Canale 5 per impartire la paterna benedizione ai partecipanti al seminario di Todi su «Cattolicesimo democratico in ricerca», esortandoli a che «l'impegno dei cattolici si fondi su principi e valori non negoziabili, predicati con forza e intelligenza (sic!) dalla dottrina della Chiesa e in particolare da Papa Benedetto XVI». Per poi passare subito dopo a una maledizione: contro l'euro, che per lui è la causa dei mali d'Europa. Dopo quella cervellotica uscita, la Merkel, che già l'aveva preso sotto tutela al vertice di Bruxelles, è stata tentata di chiederne il ricovero coatto; mentre al successivo G20 di Cannes, i grandi della terra l'hanno trattato come "lo scemo del villaggio globale", dandosi nel gomito con risatine ogni qualvolta lo incrociavano. E meno male che non immaginavano le corbellerie dell'indomani, in conferenza stampa: «L'Italia è un Paese benestante. I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, sugli aerei si fatica a prenotare un posto e le mete di vacanza sono sovraffollate». Mancava solo il "Pere-pere, pere-pé / ma cos'è questa crisi?" della celebre canzone anni '30.
Ma non vorrei che il mio sparlare di Berlusconi urtasse la suscettibilità delle "giovani marmotte" della Leopolda e in particolare di Renzi, il cui spirito scoutistico non gli consente di essere anti-berlusconiano, ma solo anti-bersaniano e filo-marchionniano.
Sia chiaro che a me i boy scouts piacciono fin quando, con l'invidia del bambino di campagna, li guardavo arrivare dalla città alla Grotta Rossa, sulla via di Covignano. Mi piace di meno chi di loro, da grande, dà ad intendere che fare politica e fare il capo-boy scout sia la stessa cosa, per cui: "Ora si gioca alle "100 proposte del programma PD". Mi raccomando, né 99 né 101, se no verrete rottamati. Poi faremo la recita "Ah, se fossi il Presidente del Consiglio!" Ognuno di voi avrà cinque minuti di recita, mentre io alla fine recito quanto mi pare, tanto il copione me lo scrive Giorgio Gori, che ha già inventato "L'isola dei famosi" e ora creerà per noi ragazzi stagionati "L'isola degli smaniosi".
Concordo a metà con Vendola, quando dice «Renzi è simpatico, ma di destra»: mi sembra esagerato dargli del simpatico solo perché in TV gioca a fare la malriuscita imitazione di Leonardo Pieraccioni.
Abbiamo letto quanto ci tenga Samuele Zerbini, Consigliere Comunale a Rimini, a far sapere di essere grande "amico scout" di Renzi, oltre che in pole position per la segreteria comunale del PD. Abbiamo anche letto quanto si stia dando da fare per "celebrare a rovescio" il 150° dell'Unità d'Italia, con convegni che esaltano l'esercito papalino e presentato il Risorgimento come «un progetto di scristianizzazione perseguito da minoranze elitarie e potenze straniere», attuato a colpi di terrorismo e azioni criminali.
Sul sito "Identità Europea", fra gli aderenti a un appello del 2009 di sostanziale solidarietà al vescovo lefrebviano Williamson (quello delle ignobili dichiarazioni negazioniste sull'olocausto), c'è pure Zerbini, con un perentorio: «Area Romagna firma! Gli Zuavi sono pronti!»
Che il PD voglia essere sempre più pluralista è encomiabile; che arrivi però a darsi un segretario "zuavo", nostalgico del Papa Re, mi parrebbe un eccesso di rottamazione.

 

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