La fine dello Stato dinosauro

RIMINI - Notizie opinioni - mer 09 nov 2011
di Giampaolo Proni

Verso il baratro fra spread e default
Ma ancora non si intravede la specie che lo rimpiazzerà

Come la maggior parte di noi seguo quotidianamente le vicissitudini del nostro paese in mezzo a speculazioni finanziarie, richieste da parte dei partner europei, lettere della BCE, risposte del Governo, proteste delle opposizioni, prediche del Vaticano, scontri di piazza, ecc.
Purtroppo sono decenni che le persone avvedute avvisavano di quanto sta accadendo. Uno Stato non può trovare le proprie risorse con i debiti, e non ci si può arricchire in eterno prestando allo Stato, rubandogli lo stipendio, la pensione o direttamente il contante. Alla fine il parassita e il parassitato muoiono tutti e due.

La politica italiana è infantile in modo desolante. Tutti, dal governo all'opposizione, continuano a comportarsi come marmocchi. Raccontano in sostanza tutti delle bugie ridicole. Dal primo all'ultimo.

Se guardate il TG3, appaltato alla maggioranza che governa l'Emilia-Romagna, sembra che la nostra regione non sia in Italia Solo i padroni che vogliono chiudere le fabbriche sono cattivi. Gli immigrati sono buoni, le scuole modello (non fosse per la cattiva Gelmini), Bologna pare la capitale mondiale della cultura, i sindaci sono dei paciocconi o dei capaci leader che guardano al futuro, i sindacati, le associazioni di categoria, il volontariato, marciano come avanguardie del Bene. La Regione e la Sanità, poi, sono praticamente santificate.
Se invece seguiamo trasmissioni nazionali della stessa rete, da Flores a Santoro, allora non funziona niente, l'Italia è allo sbando: gente che piange e urla, disperati senza casa e senza lavoro, immigrati che dormono sotto i ponti, cifre da fallimento, corruzione, degrado, violenza.
Passando a Mediaset, c'è più equilibrio. Abbiamo un'Italia siliconata e palestrata, che non ha bisogno dell'intelligenza per vincere: basta andare al Grande Fratello e tatuarsi, fare molte docce e frequentare una palestra. Se non fosse per gli immigrati che guidano ubriachi e le alluvioni, tutto andrebbe bene. A parte tutti quei delitti tra coniugi e parenti...
Parlo di politica e non di informazione, perché in Italia l'informazione non esiste. Ogni organo di informazione o è di un partito/sindacato, o di un imprenditore che fa altre cose, o tutte e due. Il massimo che si può chiedere è che il tuo politico ti lasci un po' di libertà.
Esagero? Esagero.
Ho letto la lettera di intenti che il Governo italiano ha presentato ai partner europei.
In sostanza Berlusconi ha promesso che farà in un anno quello che lui non ha fatto in diciassette e l'Italia mai. Poi ci siamo indignati perché Sarkozy e la Merkel ridacchiavano. Non si capisce perché ci avrebbero dovuto credere all'estero quando in Italia non ci crede nessuno, neppure Berlusconi stesso. Notizia di oggi (per così dire) è che la maggioranza sta già litigando. E l'opposizione? Nessuno sa cosa voglia, a parte mandare a casa il Cavaliere.
Il problema è che la democrazia post-bellica italiana, con la scusa di opporsi al comunismo, ha creato troppi di posti di lavoro improduttivi, per costruire consenso, inclusa una classe politica e burocratica parassitaria e costosissima, ha consentito sprechi e ruberie immense, e per sostenere questo sistema ha generato un debito tra i più grandi del pianeta. Ora molti investitori con questo debito ci stanno lavorando e guadagnando. E' facile, con i BTP oltre il 6%. Ma chi te lo dà oggi il 6%? In ogni caso, sanno che l'Italia non può fallire, perché l'euro crollerebbe e questo nessuno lo vuole. Il nostro debito è una bella vacca grassa da mungere.

D'altra parte, è sciocco tirare le molotov alla banche. Quei ragazzi farebbero meglio a chiedere al loro papà quante volte è andato dal suo consulente a litigare perché non gli dava abbastanza interessi. La finanza non fa il grosso dei suoi affari con i grandi capitali privati, o almeno non solo. I fondi pensione, per esempio, sono tra i più grandi investitori, operano in borsa e comprano centri commerciali (vedi le Befane), e lo fanno per pagare i pensionati. E tutti vogliono interessi più alti possibile. E' questa avidità che ha creato i derivati e poi il default negli USA. La fame di rendita è perfino più forte nei piccoli risparmiatori che nei grandi, perché sono più sprovveduti, spesso fanno speculazioni azzardate o si fanno imbrogliare da chi gli promette rendite impossibili. 

I debiti pubblici massicci come il nostro sono una risorsa per chi ha denaro da investire ma sono mortiferi per l'economia: tassi così alti sottraggono denaro al mercato e lo immettono nel sistema pubblico, che lo utilizza solo per sopravvivere. Non inganniamoci: stiamo assistendo alla fine dello Stato-dinosauro. Ma ancora non vediamo il nuovo modello.

 

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