Sguardi tra passato e presente

RIMINI - Notizie cultura - mer 09 nov 2011
di Lorella Barlaam

Dall'11 novembre seconda edizione di "I Maestri e il Tempo"
Ce li racconta il curatore, Alessandro Giovanardi

Il secondo ciclo di conferenze "I Maestri e il Tempo" mantiene nel titolo la tensione dialogica del rapporto degli artisti con la propria epoca e con quelle passate, e dello sguardo degli studiosi che legge le opere dei secoli trascorsi, per restituirle vive all'oggi. La proposta della Fondazione Carim era stata accolta nella scorsa edizione da un successo al di sopra delle aspettative, a dimostrazione «che è sempre in errore chi pensa che al pubblico riminese vadano offerti solo argomenti "leggeri"» chiosa il curatore della rassegna, il critico e studioso d'arte Alessandro Giovanardi. «Quest'anno si è voluto mettere insieme veterani e giovani, interpreti radicati sul territorio e voci internazionali, accademici e indipendenti, sguardi storici ed estetico-filosofici. Il cammino comincia l'11 novembre 2011 con la lectio magistralis di Eleonora Frattarolo sulla crisi dell'arte contemporanea e si chiude tra il 13 e il 27 aprile 2012 con le riflessioni su Roberto Longhi e Bernard Berenson affidati a due sommi maestri, Bruno Toscano, discepolo e sodale di Longhi e di Francesco Arcangeli, e John Lindsay Opie, il raffinato bizantinista collega di Elémire Zolla e Cristina Campo che fu tra gli ultimi allievi di Berenson» racconta Giovanardi. «Il ciclo si apre e si chiude sul presente attraversando il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco. E l'anima resta il tempo. Il primo incontro affidato a una gran signora della critica d'arte, Eleonora Frattarolo, è dedicato alla tradizione, ai legami che stringono insieme arte antica e arte moderna, contro una visione frammentaria della storia. Il tempo è quello in cui fu realizzata l'opera, ma è anche il tempo a cui l'opera guarda (il passato, i posteri) ed è poi il tempo delle molte letture che storici, critici, restauratori svolgono sull'opera. Una riflessione sull'infinita interpretazione delle immagini artistiche che, nella loro ansia di eternità, superano le età e che tuttavia le singole epoche guardano sempre con rinnovata attenzione.» Quali saranno le riletture di artisti del territorio, con che nuovi apporti? «Direi che quest'anno lo sguardo si muoverà in due direzioni diverse e complementari. Da una parte le letture di opere celeberrime: Bellini e l'arte di oggi, secondo la Frattarolo, il Crocifisso riminese di Giotto nella straordinaria rilettura storica della grande medievista Chiara Frugoni, Piero della Francesca nella struggente interpretazione filosofica di Massimo Cacciari, Agostino di Duccio nelle parole del suo più giovane e acuto studioso, Marco Campigli. Poi i tesori sommersi: il Mastelletta rivisto audacemente da Massimo Pulini come un pre-romantico del Seicento, lo scultore barocco Antonio Trentanove da Rimini, uno dei più grandi artisti del Settecento, riproposto all'attenzione dal maestro di noi tutti Pier Giorgio Pasini o ancora Filippo Brunelleschi: una presenza riminese dimenticata e rimessa in luce da Giovanni Rimondini. In questo senso si avvierà la brillante riflessione di Giulio Zavatta sul manierismo a Rimini e il mio tentativo di riprendere temi poetici e simbolici del Duecento in Romagna (prima di Giotto e del Trecento riminese).» Le conferenze si terranno a Palazzo Buonadrata, ore 17.30. Per info: Segreteria Fondcarim tel. 0541 351611

 

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