Verso la nuova Rimini

Rimini - Notizie primo piano - mer 25 giu 2008
di Stefano Cicchetti

I progetti per Marina Centro
E nei bar si discute di "onde" e Kursaal

Il 28 marzo scorso erano scaduti i termini per la presentazione delle proposte partecipanti a due avvisi pubblici di project financing lanciati dal comune di Rimini. Si tratta di realizzare un “sistema di parcheggi e relativa riqualificazione del lungomare Murri rispettivamente nei tratti piazzale Boscovich - piazzale Kennedy e piazzale Kennedy - piazza Martelli”. A quella data erano giunte agli uffici comunali tre proposte; due per il project riguardante il tratto piazzale Boscovich- piazzale Kennedy e una per il tratto piazzale Kennedy - piazza Marvelli. Sul primo tratto si sono esercitati gli architetti Julien De Smedt (incaricato da Studio Altieri) e Jean Nouvel (“arruolato” dal gruppo Coopsette). L’unica proposta per il secondo tratto é del gruppo Gecos, firmata dallo Studio Norman Foster. I riminesi hanno già avuto modo di vedere i primi due plastici di De Smedt e Nouvel, mentre quello di Foster arriverà alla Sala dell’Arengo il prossimo venerdì 27. Si dà per certo il progetto di una “torre” da 150 metri in piazzale Kennedy. Grandi nomi dell’architettura in campo, dunque. De Smedt è nato in Belgio, ha studiato in Francia e Usa, è fondatore dell’atelier JDS che ha realizzato fra l’altro il Copenhagen Harbour Bath (“Miglior Spazio Pubblico Europeo 2004”), il Community Building (“Premio Contract-World 2008” come miglior edificio scolastico), le Residenze per Appartamenti VM a Copenhagen e la Sala da Concerti di Stavanger, (Leone d’Oro come miglior sala da concerti nel 2004). Jean Nouvel, francese, è fondatore della Biennale d’Architettura di Parigi e vincitore del premio Pritzker nel 2008. Fra le sue opere più recenti, la Torre Agbar a Barcellona, il Museo Vésunna a Pèrigeu, il Teatro Guthrie a Minneapolis, il Musée du quai Branly (Museo delle Arti prime) a Parigi. Sir Norman Foster, Lord e Baronetto, architetto e designer britannico, è tra i principali esponenti dell’architettura high tech. Tantissime le sue opere, fra cui Torre del Collserola di Barcellona, la la celebre “30 St Mary Axe” di Londra, la ristrutturazione del Reichstag di Berlino; gli si deve anche il World Trade Center di San Marino, mentre sta lavorando alla stazione tav Belfiore di Firenze, al Camp Nou di Barcellona, alla Russia Tower di Mosca, al nuovo terminal internazionale di Pechino. Ma cosa sono questi project financing e cosa contengono? “Si tratta – spiega il comune - dei bandi di gara per affidare la concessione di progettazione, costruzione e gestione della radicale riqualificazione della zona a mare della città”. Le proposte devono prevedere “un sistema di autorimesse interrate (auto e moto) per un totale minimo di dotazione pari a 700 parcheggi (dunque 1400 complessivamente), opere di riqualificazione urbana del lungomare in superficie con finalità pedonale e l’allestimento di infrastrutture di servizio idonee a raggiungere le finalità perseguite dall’operazione. Per quanto riguarda le aree di sosta, esse devono funzionare per almeno 400 posti auto a rotazione e contenere parcheggi da cedere in uso ai residenti e alle attività”. Si chiede poi attenzione verso ambiente e risparmio energetico. Ma soprattutto, “il piano economico finanziario presentato dal proponente non deve prevedere alcun esborso monetario da parte del Comune. Il corrispettivo per i costi di costruzione, per l’acquisizione delle aree del patrimonio dello Stato, per l’avviamento dovrà essere acquisito dalle entrate derivanti dalla gestione dell’opera per la durata della concessione”. Insomma,con il project financing l’ente pubblico non tira fuori soldi, ma cede in concessione una parte di territorio dove il privato potrà realizzare opere da cui ricavare i mezzi finanziari che le ripaghino. Così è stato fatto a Riccione, per il lungomare appena inaugurato. Così non è stato fatto per progetti anche molto belli e suggestivi, come quello di Emilio Ambasz (l’architetto argentinoche aveva ridisegnato la spiaggia riminese nel 1984), rimasti sulla carta proprio perché costosi e senza finanziamenti. Rimini supererà la Perla Verde? Le ambizioni del capoluogo sono senz’altro maggiori, come più forte sarà l’impatto sulla città. E infatti già ferve la discussione, animata sì, ma finora civile e costruttiva. Un fatto oggettivamente positivo emerge già: l’accordo pressoché unanime sulla necessità di fare qualcosa per una Marina Centro “ferma ai tempi di Palloni”, cioè agli anni ’30 dello scorso secolo, quando l’allora podestà creò il lungomare. Ed è bello che nei bar si senta parlare – bene o male poco importa - delle “onde” di De Smedt e del redivivo Kursaal di Nouvel. Con una passione di solito riservata a Donadoni e Ricchiuti Una buona partenza verso la nuova Rimini, anche se la strada non sarà certo breve.

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