Intervista a Massimo Pulini

RIMINI - Notizie cultura - mer 26 ott 2011
di Lorella Barlaam

In progress Fabbrica Arte Rimini, con De bello gallico rivivrà il Galli
La carta e il territorio: come cambiano i luoghi dell'arte 

Nel logo di Fabbrica Arte Rimini vortica un mare circolare, ipnotico gioco di Diego Zuelli tra le Rotoreliefs di Duchamp e la computergrafica. Intorno, un esagono scuro: diaframma per mettere a fuoco? Al centro, un occhio di luce. La sigla-FAR contiene la fabbrica, il faro, il fare-poièin che è l'arte; il luogo-FAR sta nascendo dalla trasformazione dei palazzi dell'Arengo e del Podestà, per mettere al centro della città l'arte contemporanea. «Sarà un laboratorio di pensieri e di idee che abbraccia un contesto territoriale» ci racconta Massimo Pulini, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, che ha promosso questa metamorfosi. «La mia aspirazione è una sorta di istituzione tenuta in piedi, dopo di me, da un direttore artistico che continui a curarne la responsabilità e lo sguardo. I lavori sono già cominciati, riadattando per quanto possibile il preesistente secondo economia ed ecologia, dando respiro a tutte le potenzialità del luogo, come il Giardino delle Mimose. Il cambiamento delle sale, che erano un po' delabrè, è già percepibile. L'idea è restituire un'identità ai diversi spazi espositivi dei due palazzi, sinora territorio indiscriminato di varie iniziative di per sé rispettabili ma casuali, non articolate, attraverso una programmazione caratterizzante. Il pianterreno, aperto allo sguardo della città, renderà visibile il progetto FAR, le domande che continueranno a venire dalle associazioni e dai singoli artisti troveranno risposta al piano superiore. Apriremo in dicembre, col "catalogo" dei volti di Rimini fotografati da Flavio Marchetti, da gennaio si alterneranno Serse Roma, disegnatore raffinatissimo che qui non ha ancora esposto, Simone Pellegrini, con la sua propensione grafica tra l'ancestrale e il tribale e "Vie di dialogo" a cura dell'IBC, che mette a confronto un artista emiliano e uno romagnolo.» Un altro spazio restituito alla città sarà l'ex Ospedale. «In tempi abbastanza rapidi» conferma Pulini «saranno pronti i primi due piani, con la messa in sicurezza degli altri due, che vivranno già attraverso esposizioni temporanee. A quel punto porteremo giù il Museo degli Sguardi allargando l'area espositiva, sempre secondo l'impianto concettuale e dialettico dato da Marc Augè. Cinquanta sale, che si aggiungono alle 100 esistenti: una realtà che insieme a FAR e Galleria dell'Immagine vorrei desse vita a un Museo diffuso, con un calendario costante.» Mentre il 31 ottobre e il primo novembre De bello Gallico - Enklave Rimini ri-apre il Galli... «che è un luogo estremamente simbolico, catartico in cui convergono le contraddizioni della rinascita e della distruzione. Il cantiere aperto ha rimesso a nudo le cicatrici del '44: il pavimento in cemento è crivellato dalle rilevazioni per le fondamenta e Roberto Paci Dalò, l'ideatore dello spettacolo, agirà su questa specie di trincea, scenografia ideale per parlare del teatro e della guerra. Rievocando l'enclave che Rimini è stata tra il '45 e il '47, quando fu luogo di detenzione di soldati tedeschi da tutta Europa. Una prigionia blanda, in scambio continuo con la città, per alcuni sociologi spinta al successivo boom del turismo tedesco: in tanti sono tornati, una volta guarite le ferite della memoria, a riconciliarsi con i luoghi. È la prima operazione promossa da FAR, con lo spirito di dialogo tra le arti che ne legherà gli eventi.»

 

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