Più che stabilità è paralisi
I soldi ci sono ma Riccione non può spenderli
Il Patto fa strage di opere pubbliche a cominciare dal nuovo teatro all'ex fornace
Dici patto di stabilità e solo a sentirlo nominare ti viene il magone. Sì perché, pur non conoscendo nei dettagli questo accordo stipulato nel 1997 dagli Stati membri dell'Unione Europea con lo scopo di controllare le rispettive politiche di bilancio, la maggior parte dei cittadini lo ha sentito nominare come la causa di tanti mali, primo fra tutti quello di bloccare la realizzazione di numerose opere.
Nonostante le rassicurazioni che negli anni si sono rincorse da più parti per rendere più flessibili alcuni parametri del Patto e premiare così i comuni virtuosi (come Riccione), da Roma niente si è mosso. E si è arrivati al paradosso di avere decine di migliaia di euro in cassa ma bloccati, ai quali corrisponde inevitabilmente lo stop ad opere già finanziate e che Riccione probabilmente non vedrà mai.
La prima vittima illustre del Patto di stabilità è il nuovo teatro previsto nella zona dell'ex Fornace, i cui lavori dovevano partire dodici mesi fa. Se nulla cambierà, e vista l'aria che tira essere ottimisti sembra un azzardo, i 2 milioni di euro necessari resteranno bloccati e del teatro non resterà che il rendering. Una grave perdita per la città, perché il progetto si inseriva nel contesto di uno sviluppo culturale di Riccione e inoltre con la creazione di percorsi ciclopedonali e spazi all'aperto per il tempo libero si voleva fare dell'intera area un importante punto di coagulo permettendo tra l'altro il recupero dell'intera zona del Rio Melo.
Ma lo stop ai lavori nella zona dell'ex Fornace sarà solo il primo di una lunga serie di opere che non partiranno per un 2012 in cui di cantieri se ne vedranno ben pochi. La lista nera di interventi che resteranno solo su carta è lunga e varia: niente prolungamento di viale XIX ottobre (1milione e 800mila euro), niente sottopassaggio davanti al cimitero per sostituire il passaggio pedonale sulla Statale (970mila euro), niente rotatorie (come quella prevista davanti all'Ospedale in viale Ceccarini) e niente opere che sforano i 500mila euro. Così l'anno prossimo le uniche opere che prenderanno corpo saranno la rotatoria all'uscita dell'autostrada e la pista ciclabile su via Berlinguer. Interventi sicuramente utili alla città, ma Riccione si merita ben altro: a che serve allora avere i conti a posto?
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