Intervista a Mario Turci, direttore MET di Santarcangelo
9/11 novembre: "La memoria dei contadini. Musei, biodiversità e saperi della terra"
La Terra Madre e gli ortolani di civiltà
«Io credo che per capire il modello della democrazia noi dovremmo farci tutti ortolani di civiltà», ha detto Ermanno Olmi presentando il suo "Terra madre"(2009). Un tema che ha oggi l'urgenza di una conversione ma appartiene alle nostre radici, al mondo contadino permeato dal legame tra l'uomo e la madre terra. A Santarcangelo dal 9 all'11 novembre ne ragionerà "La memoria dei contadini. Musei, biodiversità e saperi della terra". «È una tre giorni di incontri, tavole rotonde e workshop che nasce da un'emergenza, quella dell'agricoltura, e non solo sul nostro territorio» ci racconta Mario Turci, direttore del Museo degli Usi e Costumi delle Genti di Romagna.
«Un Museo etnografico non può più essere solo un contenitore della "storia e memoria dei contadini", ma deve mettersi a servizio di un mondo che sta cambiando. Il passato - senza false mitizzazioni - ha molto da insegnarci, a cominciare da un diverso rapporto con la terra fatto di amore, di lentezza, del puntare sulla qualità della produzione rispetto a un eccesso di quantità, sulla tutela del terreno e della biodiversità. Un'etica che possiamo recuperare dai saperi contadini, che impariamo creando una banca delle pratiche, non tanto per riprodurle uguali ma per riflettere. C'è come un cortocircuito che lega l'emergenza agricola - il diminuire dello spazio coltivabile, l'impoverimento del terreno e delle biodiversità - al ruolo che possono avere i Musei come il nostro al tempo della crisi, anzitutto l'utilità. Attraverso questo convegno siamo riusciti a mettere insieme tante realtà, dai diversi comitati alle Associazioni di categoria del mondo agricolo, a Slow food, ai responsabili di musei dell'agricoltura, ai registi di "Terra Madre", al gruppo di Valliano di Montescudo che restaura oggetti del lavoro agricolo, al Rigas... per vedere come tessere una rete di alleanze, con l'obiettivo comune di riflettere sulla salvaguardia di quel bene comune che è la terra. E la conclusione del convegno vedrà un atto simbolico, la presentazione di un disegno di legge per dedicare in tutta Italia alla Memoria contadina l'11 novembre, il "giorno dei mezzadri".»
Com'è nata questa iniziativa? «Quest'anno il MET compie 40 anni» sorride Turci, «e il nostro museo è un polo di attività, che ha come obiettivo la valorizzazione della memoria del passato per il contemporaneo - ad esempio, attraverso il lavoro didattico con le scuole. Un Museo ha senso se partecipa alla vita della comunità. L'incontro di novembre ha come obiettivo indagare una possibile alleanza fra cultura e agricoltura, attraverso incontri molto concreti, dove si parlerà con persone preoccupate del futuro, che ci racconteranno di un bisogno di rispetto per la terra partendo dalle loro realtà, dagli orti all'associazionismo. Un'occasione per iniziare un lavoro comune, nata dalla condivisione degli obiettivi di "Terra madre", il meeting mondiale delle comunità del cibo organizzato da Slow Food a Torino. Per ritrovare il senso di far parte di un organismo vivo, del lavorare assieme in piccoli gruppi, di un cambiamento dal basso, di una speranza...»
Info: MET, tel. 0541 624703. Programma su: www.metweb.org
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