La strada del Buon Senso

RIMINI - Notizie - mer 12 ott 2011
di Raluca Albu

I problemi del Borgo Marina sono quelli della città e non hanno a che fare con il colore della pelle

L'ho sempre chiamato "il quartierino colorato" per via della mescolanza di lingue, colori della pelle, vetrine variopinte. I nuovi abitanti di questo angolo riminese vengono dalle parti più remote del mondo: Bangladesh, Pakistan, Senegal, India, Cina, Tunisia. Spesso discutono davanti ai loro negozietti in attesa di clienti o di merci. Un posto un po' insolito nel paesaggio riminese che però viene tante volte evitato dai passanti italiani perché è "un posto dove si spaccia, dove ci sono molto risse, un posto pericoloso, un covo di musulmani che tramano chi sa quali scenari terribili, un raduno di immigrati clandestini".

Le polemiche non mancano, i comitati pro e contro nemmeno, è un'emergenza!!!

Lo spauracchio del diverso ha colpito in pieno il Borgo dove "sono in troppi" in termini di abitanti e commercianti stranieri. Si dimentica però che la grande maggioranza di proprietari di negozi e case nel Borgo sono italiani che traggono benefici dagli affitti pagati dagli stranieri. Un Borgo che altrimenti sarebbe morto vista la crisi economica che viviamo tutti noi. Al centro dello scandalo poi c'è la cosiddetta moschea... in realtà un posto improprio dove i musulmani esercitano il loro culto visto che le loro richieste per un posto adatto sono rimaste senza risposta. Ma con tutti gli edifici vuoti sul territorio riminese non si potrebbe destinare ai credenti musulmani un posto da dove far alzare le loro preghiere?
Poi c'è la questione del decoro. I negozi degli stranieri sembrano spesso dei minidepositi di merce, con vetrine in disordine o coperte. Questa è una questione di marketing ed ognuno si arrangia come può anche se penso che qualche piccola indicazione si potrebbe dare loro in questo senso. C'è gente che beve per la strada e a volte nascono risse... purtroppo un problema che colpisce tutta la città. Non è una questione di pelle o di lingua, di centro o periferia. Ci vorrebbe un po' di rispetto per gli altri, educazione e sopratutto la presenza delle forze dell'ordine. Poi si parla della mala educazione degli immigrati. Molti riminesi si lamentano che gli stranieri sputano per strada, buttano i rifiuti per terra, parlano a voce molto alta, non sanno comportarsi negli autobus, ecc. A parte che estenderei questi comportamenti anche agli italiani (ma quando si ha un altro colore tutto sembra ancora più grave) non dimentichiamo che molti stranieri provengono da culture diverse e hanno costumi diversi, spiegare loro anche piccole regole che a noi sembrano ovvie migliorerebbe la convivenza. Infatti mi sono sempre chiesta perché nel programma di integrazione degli immigrati in Italia non sono previsti corsi di educazione civica (purtroppo ignorata anche nelle scuole italiane) e di avvicinamento degli stranieri alle regole di convivenza in Italia.
Nel Borgo si spaccia... ma anche nel centro, al mare, nei migliori ristoranti e qualche volta nelle scuole... anche qua rimane aperta una questione di ordine pubblico che speriamo venga risolta in tutta Rimini.

Non vi sono capri espiatori

Ci vuole un po' di buon senso per capire che ci sono problemi in tutta la città, non solo al Borgo Marina. Problemi che nulla hanno a che fare con il colore della pelle o con la religione. Basta guardare il lungo mare di Rimini: negozi bruttissimi, marciapiedi invasi da bar con musiche per sordi, sporcizia, degrado, abbandono. Ci vorrebbe un po' di coraggio per dire che a Rimini il problema non sono gli stranieri, ma tutti noi, compiaciuti a trovare subito il capro espiatorio soprattutto se di altro colore, indifferenti ai veri problemi della città.
Apprezzo molto gli sforzi del sindaco Gnassi di pacificare gli animi al Borgo Marina e il suo progetto di riqualificazione del Borgo sulla strada della collaborazione positiva con residenti, commercianti, comitati ed anche associazioni religiose che lì operano: "integrazione, collaborazione, riqualificazione urbana, rispetto delle regole, impegno costruttivo da parte di tutti devono essere le parole d'ordine attraverso cui una parte importante della città può ritrovare il proprio equilibrio, senza per questo nascondere i problemi che, certo, ci sono ma che devono essere affrontati e risolti senza enfasi o facili demagogie che, al contrario, non possono che pregiudicare anche il bisogno di riservatezza di cui anche le azioni investigative hanno bisogno".
Invito però tutti noi a fare una passeggiata su Viale Vespucci da Piazza Fellini a Piazza Tripoli o nel centro della città venerdì e sabato sera e chiedersi se questa è la Rimini che vogliamo e se tutto sommato il Borgo non sia un posto tranquillo...

 

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