San Gaudenzo da Garaguso

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 12 ott 2011
di Stefano Cicchetti

Il parroco: "Sarebbe bello gemellarsi con voi"
Il martire di Rimini è Patrono anche di un paese lucano

Non molti riminesi sanno che le reliquie di San Gaudenzo si trovano per la maggior parte a Ostra Vetere, presso Senigallia. A Rimini è rimasta solo la testa del Patrono, conservata in un reliquiario d'argento. Ma è ancor meno noto che San Gaudenzo non veglia solo su Rimini, ma pure su Garaguso, piccolo ma antichissimo centro di mille abitanti in provincia di Matera, nella diocesi di Tricarico. E che anche là si trovano alcune reliquie del "nostro" Santo. Ma come ci sono finite?
Secondo una tradizione piuttosto oscura, sarebbe stata Teodolinda, regina dei Longobardi fuggiasca a Ravenna, a nascondere il corpo di San Gaudenzo a Senigallia per preservarlo da non meglio precisate incursioni nemiche. Nel XVI secolo, notizie altrettanto confuse riferiscono del trasferimento (o trafugamento?) di queste reliquie a Montalboddo, l'odierna Ostra Vetere.
Fu nel 1702 che il Cardinal Gaspare di Carpegna fece dono di un "osso sacro crurale" a don Giuseppe Del Mastro di Garaguso. Nel 1794 il vescovo di Tricarico, Fortunato Pinto, donò alla chiesa garagusana anche un braccio di San Gaudenzo. Questo è almeno quanto riferisce Giancarlo Barchiesi, che ha studiato le memorie di Ostra. Sul perché di queste donazioni, nulla emerge.
Sta di fatto che Garaguso diventa comune autonomo nel 1855. È sotto la protezione di Maria SS. di Puglia. Ma qualcuno deve aver pensato che il possesso di reliquie così notevoli meritasse altro onore. E dal 1870, per decreto di Pio IX (nativo di Senigallia) il vescovo di Rimini diventa Patrono anche di quel paese. Le reliquie sono gelosamente conservate nella Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Myra.
Se non che Gaudenzo in Basilicata diventa Gaudenzio. E la festa ben presto viene anticipata al 24 settembre, in quanto i Garagusani nei giorni intorno al 14 ottobre sono tutti occupati nella semina. Ma evidentemente, San Gaudenzo (o Gaudenzio) non trova pace né con le reliquie, né con le ricorrenze. Una ventina d'anni fa, come riferisce il parroco di San Nicola don Giuseppe Abbate, si decise di anticipare ulteriormente la festa patronale al 14 agosto: "In quel periodo tornano gli emigrati, che da noi sono numerosissimi: si ritenne che quella fosse l'occasione migliore per raccogliersi attorno al Patrono". Don Giuseppe assicura che il culto è molto sentito nel paese, tanto che molti Garagusani vengono battezzati col nome di Gaudenzio. "Anche se sono stato a Rimini - continua il parroco - non sono mai riuscito a pregare sulla tomba del nostro comune Partono. Ho anche provato a organizzare un pellegrinaggio per il 14 ottobre e spero prima o poi di realizzarlo. E sarebbe bello che Garaguso potesse gemellarsi con Rimini".

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