Inaugurato il parco "I poderi della Ghirlandetta"

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 12 ott 2011
di Redazione

Dagli orti romani alla Fornace Fabbri
I luoghi dove Isotta degli Atti si incontrava con Sigismondo

In concomitanza con i lavori per la costruzione del Palacongressi si è realizzato uno dei più bei parchi di Rimini, uno dei più legati alla storia della città "I poderi della Ghirlandetta". E' stato inaugurato venerdì scorso dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che ha sottolineato che "qui si realizza forse il primo esempio di quell'idea di città che immaginiamo per il nostro futuro: una città che ricompone le fratture che la dividono e torna ad essere, materialmente ma anche idealmente, coesa e armonica per la consapevolezza del proprio patrimonio storico".
Sei pannelli all'inizio del parco illustrano la storia del luogo, curata di Orietta Piolanti dei Musei comunali, che risale all'età romana, poi rinascimentale e moderna. L'intervento è costato circa 5 milioni di euro, la superficie interessata è di 30.400 mq compreso il laghetto di 3000 mq sotto il ponte che unisce la città al palazzo dei congressi.
"I poderi della Ghirlandetta" sono attraversati da piste ciclo pedonabili e insieme ai parchi della Cava e il parco Cervi formano la via verde che congiunge senza soluzioni di continuità buona parte della città al mare. La storia di questi luoghi induce ad una riflessione sull'uso del territorio fatto nel tempo dalla nostra città. Una parte di questa storia è illustrata dai pannelli installati nel parco, l'altra si può leggere sul libro di Oreste Delucca "I Poderi della Ghirlandetta a Rimini, dai Malatesta ai fratelli Davide e Luigi Fabbri" Luisè Editore. Lo stesso Delucca durante l'inaugurazione ha preso la parola e raccontato alcuni momenti storici vissuti da quel territorio. Già al tempo dei romani vi erano importanti orti e vigneti con disponibilità di acqua essendo attraversati dal torrente Ausa. Da questi terreni che dalla fine dell'800 appartenevano alla Fornace dei F.lli Davide e Luigi Fabbri, proviene la statua di bronzo di Agrippina, scoperta nel 1901 ed ora "ritrovata" al Metropolitan Museum di New York. Gli stessi terreni appartennero a Isotta degli Atti sposa di Sigismondo Malatesta che possedeva una dimora ancor oggi visibile in una vecchia casa in Via della Fiera. Negli stessi terreni ricchi di argilla sedimentata nei secoli dal torrente Ausa, nacque nel 1870 la Fornace Fabbri, allora la più grande industria riminese, la fabbrica dei mattoni. Tutti coloro che passeranno attraverso "I poderi della Ghirlandetta" insieme al piacere di una passeggiata in un bel parco potranno leggere e conoscere una parte della storia della città.

Un bel dì il borgo (Sant'Andrea) si risveglia...
Sarà mica voglia di riconoscersi nella cittadinanza (anche conquistata)?

Scena Prima (come cominciò): C'erano una volta (e ancora, toccando ferro) l'orgogliosa ma povera discendente della famiglia di antichi industriali (decaduti) e il meno povero lavoratore nella moderna industria, maritatosi all'erede di una bottega borghigiana d'annata. Ella, da lui richiesta, gli narra della preziosa immagine esposta in via del monte (Titano): una preziosa veduta dal cielo della Premiata Aerofotografica appositamente giunta da Milano (1929). Immagine certamente celebrativa dell'operosa impresa dalle altissime ciminiere dei forni Hoffmann, l'eclettico neogotico della casa padronale, la torre della calce con le sembianze della Rocca, e i torrenti Ausa e Mavone... che tuttavia "immortala" (mai epiteto fu più pertinente), ancora Rimini non ferita e mutilata: con più pini marittimi che cemento, la piazza Giulio Cesare (senza i Martiri impiccati) e perfettamente in sé, il teatro Vittorio Emanuele (l'Amintore Galli venne dopo).
Toto F, il padre di lei, l'aveva donata al punto di ristoro incontrato durante le sue passeggiate pensionistiche: sia per proprio impagabile diletto, sia affinché il luogo nuovo ne assumesse le sembianze, esponendo l'identità iconografica di un tempo, ai più non nota eppure evocata nel titolo prescelto. L'anziano signore, sentimentale incallito che in quel mondo abbattuto era nato e cresciuto, era rimasto in effetti colpito dall'intitolazione attribuita all'attività dai giovani gestori: "Caffè della Fornace".
Nel 2002 Antonio C aveva cercato Manuela F, perché egli, così poco nostrano, stava scavando dentro il passato di cittadini autoctoni, nelle case e tra gli abitanti di quel borgo fuori le mura, repentinamente cresciuto a fine Ottocento intorno a una delle rare industrie manifatturiere all'epoca necessarie: la fabbrica di mattoni. Sacro e profano. Religiosità e laicità a braccetto. Lui e un significativo gruppo di abitanti, capitanati dal parroco Alvaro la cui sagrestia era il "covo" designato, alimentarono l'orgoglio di appartenenza in quel Borgo Sant'Andrea (anche S.Gaudenzo per la chiesa intitolata al patrono, come pure Mazzini, per l'impegno repubblicano all'Unità d'Italia) rispolverando le origini e la storia migliore ovunque si trovasse. Antonio C aveva seguito l'istinto, don Alvaro e la stampa. Il don sapeva che Manuela F (agnostica ma appassionata scrittrice e trovarobe sull'argomento) aveva aiutato un laureando in architettura interessato all'archeologia industriale, il quale, dal 1993 ad allora ricercò con rigore e sentimento. Fu così che uscirono mappe, fotografie e documenti che Luca di B, oramai dottore, riordinò in un libro, editato nel 2000 dal mazziniano Giovanni L. Da quegli incontri che nessuno avrebbe pensato così prolifici e proficui, nacque un susseguirsi di scoperte alimentate dai saperi accumunati. Il cui coronamento (evviva) è infine la denominazione "I Poderi della Ghirlandetta", già di Isotta degli Atti, quale conseguente sintesi all'identità di quella terra. Ricostruita da Oreste D e Gianfranco F sarà narrata per sempre a cittadini e viandanti che, dall'avveniristico Palacongressi e centralpark riminese, numerosi, percorreranno il Parco della vecchia Fornace Fabbri per raggiungere il cuore antico della città.

Personaggi e interpreti in ordine di apparizione (nella realtà storico-ricostruttiva): la Fornace dei F.lli Davide e Luigi Fabbri, Toto Fabbri, Luca di Bartolo, Manuela Fabbri, Antonio Cuccolo, Don Alvaro e il Borgo Sant'Andrea (dell'Ausa), Gianfranco Fravisini, Oreste Delucca, Giovanni Luisè e decine e decine di cittadini di Rimini.

Manuela Fabbri

 

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