Il diavolo veste Prada e... sveste Pri

RIMINI - Notizie satira - mer 12 ott 2011
di Nando Piccari

Ma il Maligno pare trascorrere più tempo ad Arcore
Burlesque satanico nelle sezioni repubblicane ravennati

Ho letto che al circolo repubblicano di Porto Fuori, nel comune di Ravenna, l'esuberante gestrice s'è esibita in uno spogliarello mozzafiato. Nella polemica che ne è seguita, l'imbarazzato Vicesindaco del PRI ha cercato di "ammucchiarla su", parlando di «semplice escamotage pubblicitario» ad opera di «una persona molto attiva»; ma si capiva il suo timore che nell'aldilà lo venisse a sapere Ugo La Malfa. Chi non ha invece fatto sconti è stato il parroco, lanciatosi in un lungo anatema nell'inquietante convinzione che il regista di quella trasgressiva esibizione fosse addirittura «il diavolo, che tenta tutte le vie per infiltrarsi. Forse non sa più che strada prendere e ci prova col sesso».

Non ho elementi per contraddire il venerando sacerdote, ma mi viene spontanea una considerazione. Se, come lui sostiene, Satana s'è scomodato fino a raggiungere la sperduta Porto Fuori per una seratina certamente poco risorgimentale, ma tutto sommato a bassissimo contenuto maialesco, è ragionevole pensare che ad Arcore e a Palazzo Grazioli sia ormai diventato un ospite fisso, con tanto di suite riservata. Sì, perché se il mandante delle trasgressioni sessuali è il diavolo, chi può allora dubitare che il primo mandatario sia l'anziano tenutario del Partito della Gnocca? Per liberarci del quale, altrochè sfiducia parlamentare o indagini delle Procure! Bisogna che il Cardinal Bagnasco lasci perdere le reprimende e organizzi un pool di esorcisti.
Ma la marchetta più gradita a Berlusconi è senz'altro quella di cui gli ha fatto dono Marchionne, abbandonando Confindustria che aveva appena messo nero su bianco di non poterne più, nemmeno lei, del vuoto a perdere di questo governo. Un atto di vassallaggio a tempo ormai scaduto, e insieme una punizione per la Marcegaglia, che ha osato stipulare l'accordo su contratti e rappresentanza sindacale anche con la Camusso, anziché "spezzare le reni" alla CGIL. Per questo Marchionne s'è guadagnato le pubbliche lodi di due sovrabbondanti "Giuliani salta-fosso": Ferrara, ex Responsabile della Commissione Operaia della Federazione Giovanile Comunista; Cazzola, ex segretario CGIL dell'Emilia Romagna. A loro si sono entusiasticamente aggiunti due "socialisti che furono": il ministro pon-pon Brunetta e quello con delega al killeraggio dello Statuto dei Lavoratori, Sacconi. Nel tentativo di nobilitarne il gesto "scilipotico", La Stampa - all'occorrenza ancora il giornale della Fiat - ha inoltre scritto che «Marchionne può essere ammirato o criticato, ma non è un gattopardo; anzi, «questa decisione lo configura una volta di più come avversario del "gattopardismo"».
Anche senza scomodare Tomasi di Lampedusa, si capisce bene come Marchionne non abbia nulla a che spartire con il comunque nobile gattopardo. Per rimanere al paragone zoologico, si potrebbe forse dire che nell'esercizio del suo strapagato mestiere ricordi piuttosto il "Canis aureus", altrimenti detto "Sciacallo dorato"; mentre nelle sue imbranate apparizioni televisive sembra l'imitazione di Orso Yoghi, con quel goffo maglioncino d'ordinanza e, negli ultimi tempi, il sibilo generato dalla "finestrella" che gli si intravvede dietro il labbro inferiore, dovuta alla trasandatezza di non aver ancora rimpiazzato un dente che gli è caduto. Purtroppo non era quello avvelenato.
P.S. Ascoltando Napolitano che in TV irrideva "la padania che non esiste", per la gioia mi sono messo a fare la ola da solo. Sono dunque contento che il Sindaco di Verona Tosi, "leghista doc", ne abbia abbastanza di giocare a fare il padano solo per assecondare quel sempre più rattristante caso umano di Bossi, ormai in totale balia dell'armadio spettinato che gli funge da badante, Rosi Mauro.
Ma Tosi s'è attirato le ire dei suoi perché ha usato un linguaggio sbagliato. Se avesse sostenuto che "la padania è una stronzata", avrebbero preso la cosa come normale contributo a un dibattito tipicamente leghista. Invece ha detto «la padania è solo filosofia». Al che il Trota, messi in moto i suoi "zappoloni", ha iniziato a gridare: "Babbo lo senti? Parla come un terrone!"

 

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