A scuola non vi sono stranieri, solo amici e compagni di banco
Cominciamo a costruire le pari opportunità
La campanella riprenderà fra poco a suonare per i nostri alunni. Ragazzi italiani e stranieri sono chiamati a scoprire insieme cosa significano l'amicizia, il rispetto reciproco, la responsabilità delle proprie azioni, la lealtà e l'onestà. E' proprio là, sui banchi di scuola, che si modella e si cementa la nostra società multicolore e multiculturale, sotto l'attenta guida degli insegnanti (il 7,5% del totale degli alunni è straniero).
Ecco un identikit dell'alunno straniero quindicenne, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa. La maggior parte degli allievi stranieri è nata all'estero. Nella loro famiglia si parla la propria lingua di origine, ma molti non hanno problemi ad imparare velocemente l'italiano. I loro genitori svolgono attività di media e bassa qualifica professionale e vivono spesso situazioni di disagio economico. Arrivati in Italia intorno all'età di nove anni, dopo la scuola media buona parte di loro sceglie istituti professionali e tecnici. Quasi tutti i ragazzi stranieri frequentano una scuola pubblica. Per prepararsi meglio agli studi, il 13,1% di loro prende ripetizioni di italiano e il 16% di matematica. Rispetto ai compagni italiani dispongono di ambienti di studio meno adatti, soprattutto per quanto riguarda le dotazioni informatiche: solo l'88,6% degli stranieri possiede un computer con cui fare i compiti e il 73,8% possiede un collegamento alla rete internet, a fronte, rispettivamente, del 95,7% e del 88,7% degli alunni italiani. Non hanno librerie molto ricche come i colleghi italiani, più della metà degli studenti stranieri ha accesso a meno di 25 libri e addirittura nel 27% dei casi a meno di 10. Fortunatamente in Italia esistono biblioteche molto fornite che permettono a tutti l'accesso ai libri necessari allo studio. Per quanto riguarda il futuro, molti adolescenti stranieri in Italia vogliono conseguire il diploma di scuola superiore (34,4%), mentre solo il 26,7% di loro progettano di ottenere la laurea specialistica o il dottorato (contro il 41,6% dei ragazzi italiani).
"La sempre maggiore presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane" affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa "alimenta il dibattito sulle politiche formative rivolte ai giovani migranti: dalle norme sul diritto allo studio, alla garanzia di un'offerta educativa di qualità". E' purtroppo innegabile un certo divario tra gli alunni stranieri e italiani in termini di condizioni di studio, possibilità economiche dei genitori, ambizioni per il futuro. "Inoltre, l'entrata degli alunni stranieri nel contesto scolastico italiano in età avanzata pone delle problematicità in fase di inserimento e di accoglienza, soprattutto a causa della scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana. Sebbene la presenza straniera nelle scuole possa essere di per sé una fonte di fragilità se mal governata, costituisce invece una risorsa da valorizzare, dal momento che i primi processi di integrazione avvengono anche tra i banchi di scuola, dove italiani e stranieri si trovano a confrontarsi e a conoscersi".
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