Babbo Natale, aiutali tu!
Una letterina d'altri tempi: non in carne e ossa
Chi regalerà al Pd un manuale su come dsi dirige un partito?
Egregio Babbo Natale,
nel suo archivio non troverà riferimenti a me bambino poiché la maestra, che ci aiutava a scrivere la letterina da mettere sotto il piatto al babbo (una letterina di carta, non di carne come quelle di oggi), ce la faceva indirizzare non a Lei ma a Gesù Bambino. Al quale, però, non me la sento di rivolgermi oggi, sia perché nel frattempo ci siamo un po' persi di vista, sia per non tediarlo con le mie paturnie, immaginandolo già infastidito da certe recenti gesta vaticane. La sua succursale terrena non gli ha davvero fatto fare una gran figura con quei clamorosi rifiuti, in sede Onu, a firmare la Convenzione sui diritti dei disabiliti e l'appello a depenalizzare l'omosessualità negli Stati che tuttora la puniscono, talvolta con la morte. A motivare il "non possumus" sarebbe la mancanza, nei due testi, di dodici parole: "no all'aborto" e "la famiglia composta da un uomo e una donna". Allora con che coerenza il Vaticano, pochi giorni fa, si è unito alla celebrazione del 60° della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, visto che nemmeno lì sono contenute quelle magiche formulette?
Ma non divago oltre, perché so che anche Lei è un po' disturbato in questi giorni, per colpa del bambino scemo della pubblicità, che facendo confusione con lo spot sugli otto piani morbidezza di carta igienica, si ostina a volerLa far scendere dal camino planando sopra un panettone, a suo dire altrettanto morbido.
Ovviamente ho da chiderLe un regalo natalizio; non per me, ma da consegnare a Roma, al "loft" del Partito Democratico. Attraverso il suo camino -ne sarà sicuramente dotato, visto il molto fumo (e il poco arrosto) che ogni giorno vi fuoriesce- dovrebbe far scendere un libretto di istruzioni esplicativo di cosa dev'essere la dirigenza di un partito. O meglio, di cosa non dev'essere, magari con qualche paragone calcistico: una squadra in cui molti tirano nella propria porta; dove più che marcare l'avversario, ci si fa gli sgambetti l'un l'altro e, pur di non passare la palla ad un compagno, si preferisce buttarla in tribuna. Grazie a quel manuale, si avrebbe se non l'illusione di battere Berlusconi, almeno la dignitosa certezza di mettercela tutta. Si eviterebbe poi che la montagna delle primarie continui a partorire il proverbiale topolino, in virtù di norme che, mentre favoriscono la masochistica mattanza dei sindaci ricandidabili, nel contempo costringono l'enfasi del preludio e degli annunci a concretizzarsi, al massimo, in due nuove candidature se il gruppo dirigente si limita a fare, se non l'arbitro, almeno il guardalinee; o in una sola, se invece fa...il guardaspalle. Servirebbe, infine, a capire un po' meglio che è solo perché a guidarlo c'è Veltroni, se in tanti continuano a stare nello stesso partito della Binetti, di Parisi e di quel dandy di La Torre, che in TV manda i pizzini agli avversari per suggerir loro cosa dire. Un caso di intelligenza col nemico? Non esageriamo: solo un esempio di poca intelligenza sua.
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