Troppo belli per essere studiati

RIMINI - Notizie satira - mer 28 set 2011
di Lia Celi

I nuovi libri scolastici
I testi oggi sono colorati e frizzanti, dotti e tolleranti

Nel 2006 avevo dedicato una rubrica alla libreria La Moderna, che a dispetto del nome, all'inizio dell'anno scolastico offre una versione aggiornata dell'assalto al Forno delle Grucce, o delle file per le patate nella Mosca pre-Gorbaciov. All'epoca venni accusata di pubblicità occulta dai gestori di altre cartolibrerie riminesi (accidenti, avessi voluto davvero parlar male della Moderna cos'avrei dovuto dire?), ma mi pare che dopo cinque anni le cose siano migliorate: la ressa per l'acquisto di libri e quaderni si è distribuita in più punti vendita della città, e puoi infilarti nella coda più vicina a casa tua. Non so voi, ma davanti a quelle pile di volumi lindi e incellofanati io provo misto di nostalgia e di invidia.
Nostalgia per il tempo beato in cui credevo che i libri scolastici facessero paura solo a chi doveva studiarli e portarli nello zaino, e non soprattutto a chi doveva pagarli. Invidia perché oggi, appunto, la mia parte in tutta la faccenda è unicamente quella dell'ufficiale pagatore, con delega alla ricopertura con foglio di plastica. E il bello è che di tutti quei libri interessantissimi io non leggerò nemmeno una pagina.
Ed è un peccato perché questi nuovi libri delle medie sono favolosi. Non erano male nemmeno ai miei tempi, ma erano ancora pervasi da una seriosità anni Settanta che li rendeva cupi come testi universitari. Nell'antologia più sbarazzina il massimo della trasgressione era mezza pagina dedicata al fumetto; per il resto si andava giù di Levi, Ginzburg, Salinger, Rodari, roba che oggi sarebbe troppo schierata anche per la biblioteca di un centro sociale autogestito. Le antologie di oggi sono allegrissime, non più in punitivo formato mattone ma divise in agili volumetti pieni di colori e di disegni come i libri delle elementari; gli autori sono light, easy e soft e spaziano nel genere rosa, horror, fantasy e umoristico (in un libro di testo è finito perfino un brano della sottoscritta. Lo so perché mio nipote a scuola ha detto che l'autrice era sua zia e la sua prof lo ha chiamato mitomane e gli ha messo una nota).
I libri di storia e di geografia sono così simpatici che mettono voglia di ripassare Carlo Magno e l'economia del Benelux, anche perché in ogni pagina ci sono ben quattro illustrazioni e dieci righette di testo: che pacchia! E che dire dei testi di religione? Sono così dotti e tolleranti che se tutti gli studenti delle medie ne leggessero anche solo metà, diventeremmo il popolo più aperto e illuminato del globo. E la Lega Nord si dissolverebbe.
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