Intervista doppia a Cristiano Godano e Omar Pedrini
Il lato oscuro di Nick Cave raccontato da due cantautori
Insieme ad altri artisti, al reading "Ballate di Amore e Follia" il 2 ottobre
Domenica 2 ottobre dalle 20 al Teatro degli Atti di Rimini l'ultima serata dello Smiting Festival con una performance mai realizzata prima d'ora. Angela Baraldi, Cesare Basile, Giorgio Canali, Pierpaolo Capovilla, Elio De Paoli, Andrea Garbo, Cristiano Godano, Dany Greggio, LAB, Simone Lenzi, Manuel Lieta, Paolo Mongardi, Omar Pedrini, Emma Tricca e Vincenzo Vasi interpreteranno le "Murder Ballads" di Nick Cave tra letture e musica. In questa intervista Cristiano Godano e Omar Pedrini raccontano la loro esperienza con il grande artista e le loro impressioni sull'evento.
Qual è l'elemento che ti ha colpito di più e convinto ad aderire al progetto?
Godano: La tenacia e la passione con cui è stato organizzato, un piccolo sogno. Sicuramente se mi avessero chiesto di partecipare a un reading di Phil Collins avrei detto: sicuri di chiederlo a me?
Pedrini: Rendere omaggio ad un grande artista, lo amo follemente da tanti anni, dai suoi inizi con i Birthday Party. Ho tanto ricordi dei suoi concerti visti sin da ragazzino, con quella che sarebbe diventata la madre di mio figlio. Con i Timoria interpretavo "The Mercy Seat", già nel in cui c'era Renga, la cantavo io proprio perché era un mio amore personale. Se ci sarà un'empatia tra noi e il pubblico, sarà bellissimo. Non una cosa di culto riservata a pochi e imporporati adepti ma un coinvolgimento di chi non conosce le sue splendide liriche.
L'incontro nel tuo percorso personale o professionale con Cave.
G: Gli sono molto debitore, per certi modi di intendere le liriche in un contesto rock musicale come quello che ci accomuna. Sono stato fortunato, la mia prima occasione quando come Marlene Kuntz diventammo un gruppo EMI. Io e Luca, il batterista andammo al Tenco, quando venne premiato. Il giorno dopo combinarono un pranzo con lui. Da lì è nata una sorta di micro-conoscenza, sviluppatasi in alcuni ambiti, fra cui quello per me particolarmente emozionante di avere lui nell'aiutarmi a correggere e a tradurre nella miglior forma possibile cinque miei pezzi, per un mio tentativo di cantare in inglese.
P: In un backstage, ricordo un artista sorridente rispetto a quello che mi aspettassi, anche se la serata fosse, diciamo, abbastanza alcolica.... poi lo arrestarono, in quel periodo alla dogana tra l'Italia e la Svizzera o l'Austria mi sembra, nei primissimi anni '90.
L'aspetto che più si avvicina tra te e Cave come artista
G: Il desiderio di non fare testi ordinari, banali, ma che sono inevitabilmente vicini alla fascinazione della letteratura.
P: Il dolore per le umane miserie, la compassione, anche se non sono sicuramente un artista dark, quanto lui.
Entrambi docenti al Master di Comunicazione Musicale alla Cattolica di Milano, il valore del contributo di ognuno
G: Mie intuizioni personali da artista, non solo un apporto prettamente accademico sul confronto tra poesia e testo canzone, cioè quando il testo di canzone è considerato di alto livello, per intenderci, quello dei migliori cantautori della nostra tradizione italiana, piuttosto che Dylan, Cave, Cohen ecc..
P: Porto la mia esperienza semplicemente, pesco dal mio vissuto, niente di più.
Cosa potreste raccomandarvi a vicenda per il 2 ottobre?
G: Non saprei, forse quella che potrei fare a me stesso, di dare l'interpretazione più giusta possibile. Non sono un attore, la mia lettura non pretende i toni della recitazione. Ma per comprendere bene Cave bisogna riuscire ad interpretare ciò che la maggior parte della gente e dei media non ha mai capito: un aspetto umoristico, ironico, in almeno la metà delle cose che fa. Altrimenti si appioppa a Cave il banale cliché dell'artista maledetto: una stronzata. E' maledetto nel senso che si è drogato tanto, ma è brillante, ironico. E' un'ironia sottile e molto intelligente, non banale e non per tutti. Noi italiani già facciamo fatica a interpretare lo humour inglese, poi lui è australiano, quindi c'è una sottile/enorme differenza.
P: Non credo che Cristiano ne abbia bisogno. Spero che la serata venga con leggerezza, sia da noi che dal pubblico, l'artista è tosto, impegnativo. Per quanto mi riguarda, cercherò di non farlo in maniera seriosa, anche perché non mi sentirei all'altezza. Non è un confronto o un paragone, perderei sicuramente. E' una dichiarazione di amore pubblica, come faccio spesso dal palco, anche durante i concerti, con reading omaggio a Neruda, Majakovskij e a poeti italiani.
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