Arrivano i pirati!

RIMINI - Notizie primo piano - mer 28 set 2011
di Stefano Cicchetti

Il distacco dei partiti dalla realtà
Dilaga la sfida alla politica tradizionale

"Come ogni consigliere, Pazzaglia esprime liberamente le proprie opinioni, pertanto le sue dichiarazioni sono correttamente attribuibili al Gruppo consiliare Sel-Fare Comune, liste che hanno portato all'elezione di Pazzaglia in Consiglio Comunale a Rimini e che lui rappresenta, ma non sono in alcun modo riconducibili a opinioni espresse dal partito Sinistra Ecologia e Libertà." Firmato: Federazione Provinciale SEL.
Che significa? Per i non addetti ai lavori, vuol dire che SEL appoggia il centrosinistra al governo di Rimini, ma in consiglio comunale il gruppo SEL-Fare Comune siede fra i banchi dell'opposizione. Chiaro adesso? Meno di prima, vero? Nel frattempo, qualcuno ci ha capito qualcosa sui malumori all'interno del centrosinistra riguardo le "mani libere" che il sindaco di Rimini Gnassi e il presidente della provincia Vitali vogliono tenersi? In particolare, riguardo le nomine nelle aziende partecipate che toccano alle pubbliche amministrazioni, quali Fiera e Convention Bureau. Mal di pancia poi sopiti da Emma Petitti, che si avvia a dirigere il Pd provinciale. Ma clamorosamente esternati con parole di fuoco da un altro partito in maggioranza con Gnassi e Vitali, Italia dei Valori: "Delirio dei satrapi della politica".
Questo delle nomine è un dente che duole non solo a Rimini. Bagarre simili si sono scatenate anche in altre città governate dal centrosinistra, come Arezzo e Modena. Fra questi fatti minimi si trovano forse risposte a "grandi" domande. Per esempio, chi si chiede cosa manchi all'opposizione per diventare un'alternativa credibile al più incredibile degli ultimi governi italiani, magari vi troverà qualche spunto di riflessione.
Agli elettori di centrodestra viene richiesto senz'altro molto, dall'aver dovuto credere che la crisi non ci fosse e che ne saremmo usciti meglio degli altri, a Ruby nipote di Mubarak. Ma anche quelli del centrosinistra devono sudare sette camice per tener dietro ai contorcimenti dei loro partiti. Distacco dalla realtà: un male che per la politica è mortale. E che infatti produce anticorpi, anche se non necessariamente risolutivi.
Ecco quindi, da noi, la travolgente ascesa delle 5 Stelle di Beppe Grillo. Ma il vivere in un mondo ormai separato e auto-referenziale non affligge solo la politica italiana, anzi.
Nella felice Svezia nel 2006 è nato il Piratpartiet, Partito Pirata. Scesi in guerra contro i diritti d'autore e le censure in internet, i pirati hanno poi attaccato anche su altri fronti: fra l'altro, stipendio minimo garantito, trasporti pubblici gratis, liberalizzazione della cannabis, libertà assoluta dell'individuo. Alle elezioni europee del 2009 i pirati vichinghi hanno preso il 7,1% dei voti svedesi, inviando un loro deputato a Strasburgo. E il 19 settembre scorso a Berlino i loro colleghi tedeschi hanno strappato il 9% dei seggi disponibili. Giuste o sbagliate che siano le loro idee piratesche, sono molto chiare e soprattutto hanno a che fare con la vita quotidiana dei giovani. Che li votano in massa, con percentuali oltre il 40%.
C'era un tempo in cui il capire quel che bolle nella pentola della società era ritenuto il compito principale della politica. Se qualcuno ne sarà di nuovo capace, farà la sua fortuna. E forse anche la nostra, una volta tanto.

 

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