Che Italia sarebbe senza 25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno?
Qualcuno ci spieghi
In un Paese turistico, come fa un danno al turismo ad aumentare la produttività?
Quando da piccolo andavo a Croce dalla mia adorata nonna, mi dava gran turbamento il quadro che sovrastava la spalliera del lettino col materasso di foglie di granturco, in cui mi piaceva tanto dormire. Sotto la scritta «O mio caro e buon Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più» era raffigurato un Cristo barbuto dal cui cuore, trafitto da spine, fuoruscivano gocce di sangue. Se a letto mi accompagnava la mamma, s'aggiungeva poi un'immancabile reprimenda per essere anch'io responsabile di quel sanguinamento, poiché facevo piangere Gesù ogni volta che disubbidivo, dicevo bugie o non volevo lavarmi i denti.
La cosa mi torna in mente per l'analogia col Berlusconi che, pur fra tanta "macelleria sociale" prevista dal decreto del suo Governo, ha scelto di avere «il cuore che sanguina» solo per le nuove tasse che farà pagare; perché lui, piuttosto che «mettere le mani in tasca agli Italiani», preferirebbe rompersi un braccio cadendo dal letto, come Bossi. A sua consolazione, la nuova tassa non dovranno però pagarla gli indisturbati evasori cronici, né gli esportatori di capitali all'estero, trattati col guanto di velluto dello scudo fiscale; ma i "ricchi di fascia più bassa" già in regola col fisco, ai quali è chiesto un supplemento.
Quando Chiamami Città sarà in edicola, si saprà di più sulle eventuali modifiche al testo originario. Intanto, però, godiamocelo così com'è, del tutto in sintonia col credo berlusconiano del "privilegio per pochi a danno di tanti"; e con quel surplus di truffaldina finzione che dà in pasto a certa dabbenaggine giornalistica e al dilagante "qualunquismo popolare" la bufala delle «54000 poltrone tagliate» per «abbassare i costi della politica». Definire "poltrone" i seggi da Consigliere a 100 euro l'anno, che verrebbero eliminati sopprimendo i piccolissimi Comuni, è "brigantaggio comunicativo".
Certo, il tema dell'accorpamento dei Comuni esiste, al pari di quello su "chi sono e che fanno le Province", o di cosa ci sia dietro il "federalismo beota" concesso all'accattonaggio leghista. Ma è "pezzenteria istituzionale" voler modificare l'impianto democratico della Repubblica non attraverso un complessivo ragionamento riformatore, ma sfogliandolo come un carciofo, mossi solo dal disperato bisogno di far cassa. Col risultato, qui da noi, di ridare fiato alle trombonate riccionesi di qualche "nostalgico pieraniano" che va riesumando una comica rivendicazione degli anni '80 («Riccione ha bisogno di più territorio») per perorare l'annessione di un pezzo di Valconca.
Il decreto diventa poi "idiozia fatta a governo" laddove sopprime 25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno, per eliminare i ponti infrasettimanali. Una grande strategia economica, non c'è che dire: sperare di aumentare la produttività arrecando un danno certo all'economia turistica! Perché per ogni Paese turistico i ponti sono oro, checché ne dica l'esimio Prof. Gardini per dare soddisfazione ai sui cantori de La Voce.
Sul piano dei valori, ecco finalmente una legge che, mentre lascia intonse le feste religiose, elimina quelle della Liberazione, del Lavoro e della Repubbica, facendo felici in un sol colpo Storace, Marchionne, i lefebvriani col sottanone e quel cocale di Vittorio Emanuele di Savoia.
P.S. Per l'amico Dasi, il Meeting 2011 è stato anti-berlusconiano: mi pare un po' troppo. Diciamo che è parso avviarsi su una strada "felicemente a-berlusconiana", forse perché a chi abbia da mettere in gioco principi e valori, discutibili fin che si vuole ma che nascono dal cuore e irrorano l'intelligenza, prima o poi cessa l'incantameno per i ciarlatani travestiti da profeti. Di qui la gioiosa accoglienza al Presidente Napolitano, inviso a Berlusconi, e più ancora il caloroso consenso alle sue brucianti critiche, indirizzate in gran parte al governo e un po' all'opposizione. Ma siccome un giapponese nella giungla non manca mai, ecco che a imbastardire il clima ci ha provato "il socialista" Sacconi, ministro alle "ostilità sociali", il quale ha sostenuto in un dibattito che i figli nati dentro e fuori il matrimonio «non meritano lo stesso trattamento pubblico». Si è cioè rifatto a quel "liberismo sanfedista" che una parte della gerarchia ecclesiastica accetta come moneta di scambio, per far finta di credere che il bunga-bunga sia una ginnastica per la terza età.
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