I ponti dei desideri

RIMINI - Notizie primo piano - mer 31 ago 2011
di Stefano Cicchetti

La documentazione ritrovata da un nostro lettore
In carte inedite del 1936 i progetti per attraversare Marecchia e Deviatore

Alla Procura di Rimini che ha aperto un'indagine sugli scarichi a mare, quei documenti non servirebbero. Ed evidentemente non servivano più a nessuno, se un ex dipendente dell'ex Ufficio Fognature del Comune di Rimini le trovò fra le cartacce destinate al macero. Ma quando ce le ha mostrate, è risultato evidente che qualche interesse comunque rivestono. Si tratta del "Progetto per la fognatura e regolazione idraulica urbana" redatto dalla S.I.A.F. di Milano - Società Italiana Acquedotti e Fognature - per conto del Comune di Rimini. I documenti risultano protocollati il 13 febbraio 1936, XIV dell'Era Fascista. Nelle mappe, la rete fognaria della città divisa per zone: scarichi separati a mare della ferrovia, sistema misto in quasi tutto il territorio restante. Cioè, più o meno quanto sarebbe poi stato realizzato, ma oltre 30 anni dopo. Era già previsto anche un impianto di depurazione, anche se piazzato a San Giuliano, fra via Madonna della Scala e la ferrovia.

Ma le mappe sono interessanti soprattutto perché ritraggono la Rimini di quasi ottant'anni fa. Non solo la Rimini com'era, ma anche la città come la si immaginava. I disegni riportano infatti in tratteggio anche le opere in progetto. Le strade e i ponti. C'è via Coletti che deve ancora nascere, ed è già previsto il disgraziato ponte della Resistenza, ma senza riportare dettagli quali l'altezza delle arcate: già a quei tempi avranno pensato di farci passare sotto solo i mosconi?
In compenso appare come già realizzato non solo il Deviatore (denominato Scaricatore del Marecchia) ma anche uno dei sogni degli abitanti di Rivabella e San Giuliano Mare: il ponte presso la foce che collega i due lungomare.
E il Marecchia? L'invaso presso il Ponte e la nuova darsena, apparsi per la prima volta nel progetto Valentini-Fiorentini del 1916, vent'anni dopo erano scomparsi dagli aneliti degli amministratori.
Ma a guardar bene, ecco un'altra sorpresa: si era già pensata un'alternativa al Ponte di Tiberio. Il tratteggio disegna un nuovo ponte immediatamente a monte di quello romano, che sarebbe andato a collegarsi ad una futura arteria perpendicolare alle attuali vie Olivieri e Padre Tosi. Futura, perché tutto quel quartiere esisteva allora solo sulla carta. L'area fra il fiume e via Dario Campana era infatti ancora praticamente libera da costruzioni. E i progettisti, saggiamente, avevano previsto di farci passare una bretella per collegare via Tiberio alla vecchia Circonvallazione, in quel tratto ampliata e leggermente spostata a monte.
Una volta di più, la storia delle carte è molto diversa dalla storia dei fatti. Una volta di più, impariamo che a Rimini non è che manchino le idee, né che non si riconoscano i problemi. I guai arrivano quando si tratta di fare. Proprio come nel ‘600, quando si riuscì a realizzare una serie di torri contro le incursioni "saracene" quando ormai i pirati in circolazione erano pochissimi. E per giunta cristiani: gli Uscocchi rintanati a Segna nel Quarnaro.

 

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