Parigi, l'arte e l'amore

RIMINI - Notizie cultura - mer 17 dic 2008
di Carlotta Frenquellucci

A Rimini la Boheme di Giacomo Puccini per la regia di Ivan Stefanutti
Il 1° e il 3 gennaio all'Auditorium Palacongressi

Il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline conducono una gaia vita di bohème. I soldi mancano quasi sempre ma la gioventù e la spensieratezza valicano gli ostacoli. La vigilia di Natale Rodolfo e Marcello, impossibilitati a lavorare per il gelo che ha invaso la soffitta, sono costretti a bruciare nel caminetto il manoscritto di Rodolfo... E' così che ha il suo avvio l'opera in quattro atti ispirata al romanzo Scène de la vie de Bohème di Henri Murger e musicata dal genio di Giacomo Puccini. Ed è così che Rimini saluterà il 2009, portando in scena, all'Auditorium Palacongressi (1° e 3 gennaio, ore 21), la vita della Parigi inquieta ed anticonformista degli anni a cavallo tra le due guerre. Un evento fortemente voluto da Claudia Corbelli, presidente dell'associazione culturale AttoPrimo e del Coro Lirico Amintore Galli e motore dell'organizzazione. "L'idea - ci spiega Claudia - nasce diversi anni fa, nel '94, dalla volontà del Coro Galli di riportare la lirica a Rimini. Il successo ha superato le aspettative ed è culminato nel grande successo de La Traviata, eseguita nel 2004, il cui incasso è stato devoluto in beneficenza all'Istituto Oncologico di Rimini. Quest'anno proponiamo un'altra opera di grande spessore, quale La boheme, coinvolgendo fortemente la città di Rimini dato che abbiamo selezionato, con un apposito workshop, ventotto comparse per l'opera che appartengono per lo più alla nostra città". A dirigere il tutto è Ivan Stefanutti, regista, scenografo e costumista che ha lavorato per i maggiori teatri lirici italiani e stranieri con titoli del grande repertorio ed altri meno frequentati e che trasporterà il capolavoro pucciniano nella boheme parigina della prima metà del '900. Ad essere delineata, ci spiega il regista, "è la Parigi dei Bassifondi, con le sue strade popolate da bande di teppistelli, signore equivoche d'ogni età e marinai, con i suoi eroi spesso romantici, ma crudi, senza concessioni al melenso. Personaggi dalla tragica essenza che ricordano quelli di Zola". Al centro dell'opera sarà "una visione dei sentimenti ben inserita in un mondo non sempre solare. Gli artisti e gli amori di questo periodo sono ben testimoniati, oltre che dai cineasti come Marcel Carné e Jean Vigo (che nel 1934 morì di tubercolosi come Mimì, una delle protagoniste), anche da grandi fotografi quali Brassai e Doisneau. Non possiamo dimenticare che in questa Parigi vivono contemporaneamente Picasso, Breton, Miller, Cocteau, Simenon, Sartre, Giacometti, Prévert, ma soprattutto Genet". Sembrerà dunque di vivere, prosegue il regista, "un film francese girato negli anni tra le due guerre, ambientato in un nebbioso clima in bianco e nero, negli anni in qui gli artisti e gli intellettuali si rifugiavano ancora a Parigi cercando persone con cui condividere il loro entusiasmo". Un primo dell'anno che si delinea, dunque, ricco di stimoli e che dimostra come la nostra versatile città sia pronta ad essere insieme spettatrice e protagonista di un grande evento come quello che ci attende.

 

 

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