La spiaggia dei ricordi

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 27 lug 2011
di Redazione

Negli anni '60 al mare c'erano poche attrezzature e molta cordialità
Si faceva la fila nell'ora di punta per noleggiare un moscone e a volte si vedevano i delfini nel mare pulito

Dal giubox a gettoni del bar al mare non si faceva altro che sentire le solite canzoni. La spiaggia era affollatissima di persone, soprattutto giovani e il bagnino diceva a mio nonno "Ho finì umbrillun e i littin, an so cun ca fè". La Martina, la moglie del bagnino, era sempre arrabbiata perché veniva consumata troppa acqua dai bagnanti e da noi ragazzini che eravamo sempre alla fontana mentre le docce erano dietro il capanno del bagnino. I bagni così us prisinteva come un tipico stabilimento balneare anni '60-'70, senza nessun comfort, proprio nessuno e al massimo si trovava un campetto di bocce e uno spazio per le sabbiature che facevano le persone anziane. C'era anche il mosconaio, con i suoi mosconi sempre prenotati e la fila di gente che aspettava il proprio turno. A volte veniva addirittura preso d'assalto dai ragazzi che chiedevano un moscone a remi per portare la ragazza appena conquistata a fare un giro in mare aperto.
Tanti erano gli stranieri presenti in Riviera e le belle ragazze tedesche e svedesi che si facevano notare.
In spiaggia c'erano anche i punti della Croce Verde per prestare servizio di primo soccorso ai bagnanti.
Il mare era pulitissimo e si vedevano anche i delfini. I turisti si ammassavano in gran numero in acqua, tanto che il salvataggio faceva fatica ad uscire col suo moscone a remi per prestare il suo servizio in acqua e tenere sotto controllo la situazione.
Gli unici venditori ambulanti erano il gelataio con la sua borsa termica a tracolla e il fotografo con il suo carretto addobbato e i pappagalli vivi al seguito. Tutti facevano buoni affari anche per la scarsa concorrenza. Nessuna traccia ancora dei "Vu cumprà" di oggi.
A una certa ora della giornata si faceva la passeggiata e chi poteva andava me port lungo la paleda: tante erano le famiglie intere che camminavano e si fermavano a guardare i tuffi dal molo. I giovani si esibivano davanti alle fidanzate e agli amici e i faseva i sburon.
Nel tardo pomeriggio rientrava qualche peschereccio carico di pesce che vendeva sul molo alla gente di passaggio. La sera, poi, l'appuntamento era a casa dell'amico a magnè la saraghina fàta sòra il fornellino a carbone.
Negli anni '60-'70 la gente era serena e spensierata. Adesso il bagnino offre fin troppi servizi eppure la gente non sembra soddisfatta. Quando a serà me un burdel a marèina in si dèva nint eppure ricevevamo sempre un sorriso sia dal ragazzo che dall'anziano... non sarà ora di ricominciare?

Claudio Cupi

 

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