Il nuovo orizzonte sulla palĂ ta

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 27 lug 2011
di Claudio Costantini

Terminata la nuova diga foranea, una seconda sarà realizzata nei prossimi mesi
Preoccupazioni vere e infondate per uno dei luoghi più amati dai riminesi e dai turisti

Tutti coloro che per diversi motivi hanno i loro interessi contigui con il nostro porto canale e in primo luogo i pescatori, sanno che quando spira forte il vento Tramontana o Maestro è difficile se non impossibile entrare in porto e bisogna ricoverarsi a Ravenna o ad Ancona. E quando c'è burrasca non sono al sicuro nemmeno le imbarcazioni all'interno del canale. Da decenni si chiede la messa in sicurezza del porto. Si è costruita la nuova darsena, ma il pericolo è rimasto, se non peggiorato.
Finalmente nel 2005 il comune di Rimini, usufruendo di un finanziamento regionale, vara un progetto per rendere sicura l'entrata nel porto canale. Dopo aver discusso con tutti gli enti e operatori interessati, dopo i dovuti monitoraggi delle maree, moto ondoso e correnti si è deciso di costruire due bracci di scogliere. Una, appena completata, della lunghezza di 150 metri congiunta al molo di levante; l'altra della lunghezza di 100 metri, che sarà perpendicolare alla nuova darsena. Insieme saranno in grado di abbattere all'imboccatura la potenza del moto ondoso del 60%.
L'assessore ai lavori pubblici Roberto Biagini assicura che i lavori - già interamente finanziati (4,5 milioni di euro) - procedono regolarmente. A ottobre ci sarà un monitoraggio per verificare la tenuta della nuova diga, l'erosione delle correnti e il moto ondoso. Dopo aver fatto questi accertamenti cominceranno i lavori per la seconda diga. L'assessore non esclude che in un futuro, con una adeguata perimetrazione, le dighe potranno divenire luoghi per le passeggiate di riminesi e turisti.
Molti riminesi e non solo, frequentatori del molo di levante hanno visto cambiare in pochi giorni il paesaggio e l'orizzonte marino. Come si vede dalla lettera che pubblichiamo, la sincera preoccupazione che uno dei luoghi più belli e romantici di Rimini possa cambiare definitivamente si confonde con una notevole disinformazione. A proposito della quale, non si capisce cosa costerebbe agli enti preposti piazzare un tabellone magari ben illustrato con disegni - o non usa più? - per spiegare in italiano corrente cosa si sta facendo, accanto agli obbligatori quanto incomprensibili cartelli che avvertrono del cantiere in burocratichese stretto. Ma ben altri sono gli "obbrobri" con cui dobbiamo confrontarci. Fra l'altro, grazie al bacino di acque calme che si è creato e all'aumentata trasparenza delle acque, dal molo sono si sono mai visti tanti pesciolini.
E' però legittimo chiedersi come cambierà effettivamente il porto. E quale sarà il suo futuro, quali funzioni potrà avere. Come far continuare a convivere il porto turistico e lo scalo commerciale, la più classica delle passeggiate riminesi e lo scarico dei massi, i pescatori e i diportisti, la cantieristica e le attività commerciali e di intrattenimento? Le frizioni fin qui non sono mancate, mentre resta del tutto assente una visione d'insieme e a lunga scadenza.
Solo decidendo con chiarezza cosa vuol essere il porto di Rimini si potrà dar corpo ai sogni o riporli nel cassetto. Per esempio: c'è chi vede nelle scogliere in costruzione il primo passo verso un attracco di grandi navi da crociera e da trasporto, oggi costrette ad ormeggiare al largo. Fosse davvero così, con quali collegamenti viari e infrastrutture? Sognare va bene, specie ammirando il tramonto sulla palàta. Ma anche il volare basso tanto male non fa.

 

Rimini, fronte del porto
Per chi, come me, amava passeggiare sul molo di Rimini e guardare l'orizzonte lontano, quest'anno c'è stata una amarissima sorpresa: un nuovo braccio di molo che interrompe e limita la vista e, come se questo non bastasse, una bella statua di bronzo sull'estremità, sulla linea del faro, a interrompere ulteriormente quanto di orizzonte era rimasto.
Certo, i lavori non sono ancora finiti, e non si sa bene quale sarà la vista dal braccio nuovo, dalle bianche, per ora, nuove scogliere di Rimini, ma un fatto è inoppugnabile: prima, dalla punta del faro, ci si sentiva quasi in una nave, in pieno mare, ora assolutamente no: tra anfratti e canali, con un orizzonte dimezzato o ridotto a un quarto.
Non conosco le ragioni tecniche di un‘operazione che a me, da un punto di vista estetico e romantico, appare come un obbrobrio, e mi piacerebbe conoscerle. Tra l'altro con questa sistemazione, temo che l'acqua del porto canale, già di per sé abbastanza stagnante, sia condannata a un ulteriore difficoltà di ricambio, con conseguenze immaginabili.
Mi dispiace dovere esprimere questo giudizio, ma la prima impressione che ho avuto di questo cambiamento è stata quella di un pugno nello stomaco.
E`ancora possibile sperare in un ripensamento?
Almeno la statua, se proprio è necessaria, starebbe benissimo all'altezza del monumento iniziale quello dell'ancora (anzi dentro),e andrebbe tolta dalla zona del faro, dove fa solo danno.

Anna Romagnoli, Bologna

 

 

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