Un uomo perbene

RICCIONE - Notizie Riccione - mer 27 lug 2011
di Claudio Costantini

Il primo sindaco di Riccione nell'ultimo libro di Manlio Masini
Silvio Lombardini trasformò una povera borgata nella Perla Verde dell'Adriatico

Un signore quasi settantenne vestito con un completo grigio siede sotto una tenda sulla spiaggia di Riccione, non sembra interessato alla conversazione e neppure a quello che succede intorno, forse i suoi pensieri stanno ripercorrendo gli anni della propria vita. Quel signore sotto la tenda ritratto in una fotografia dell'epoca, siamo nel 1934, potrebbe raccontarci molto di sé e del suo tempo, il suo nome è Silvio Lombardini ed è stato il primo sindaco di Riccione quando questo divenne comune autonomo nel 1922. Un uomo che "trasformò un'umile borgata in Perla Verde dell'Adriatico".
Quel racconto ora ce lo propone Manlio Masini con il libro edito da Panozzo "Silvio Lombardini 1866 - 1935, un uomo perbene tra Santarcangelo, Forlì e Riccione". Lo fa ripercorrendo gli anni della sua vicenda umana e professionale attraverso documenti, giornali e anche fotografie completando in un certo modo quello che su Riccione aveva già scritto nel suo precedente libro, sempre edito da Panozzo, "Dall'Internazionale a Giovinezza" Riccione 1919-1929. Un personaggio in qualche modo non sufficientemente apprezzato e conosciuto anche dai riccionesi.
Lombardini nasce a Santarcangelo, il padre è un piccolo artigiano che fabbrica pipe, la madre muore a 33 anni dopo aver dato alle luce cinque figli. Silvio intraprende gli studi di ragioneria - a quei tempi l'analfabetismo era altissimo - per diventare segretario comunale e funzionario statale. Trova impiego in diversi comuni della Toscana. Le leggi e le normative che riguardavano le amministrazioni erano ancora molto carenti. Nel 1901 ormai divenuto esperto riconosciuto nel diritto e legislazione e pratiche amministrative fonda il mensile "Lo Stati Civile Italiano". Uno strumento utilissimo per i funzionari degli uffici di stato civile. Una rivista che ben presto avrà una distribuzione nazionale e passerà da una cadenza mensile ad una settimanale e otterrà il plauso di Giolitti e Zanardelli.

"La Riviera Romagnola" parla di turismo
Nel 1905 lascia il lavoro di funzionario statale e si dedica all'editoria. Finita la grande Guerra, dove Lombardini perde uno dei suoi sei figli, per l'Italia comincia un periodo di lotte sociali e politiche che porterà alla dittatura fascista. Nel 1921 fonda un settimanale "La Riviera Romagnola" che dopo due anni raggiunge la tiratura di 2500 copie. Il giornale si batterà per lo sviluppo turistico della riviera e per la modernizzazione dell'intera area romagnola e le priorità sono i porti, gli acquedotti, le ferrovie, le colonie marine, l'igiene urbana. Nel 1925 in seguito alle leggi liberticide varate dal fascismo dovette chiudere. Con la fine della guerra, a Riccione si riaccende la mobilitazione per diventare comune, stato giuridico che otterrà nel 1922. L'editore della Riviera Romagnola, trascorre da decenni l'estate con la numerosa famiglia a Riccione dove ha una modesta casa, conosce bene la cittadina e qui è conosciuto e stimato.
Silvio Lombardini contribuisce alla battaglia per l'autonomia e ne diviene un leader. Viene eletto in consiglio comunale di Riccione e poi nel 1923 anche grazie alla sua grande esperienza in pratiche amministrative e per la sua rettitudine e onestà è eletto Sindaco. L'anno prima aveva lasciato la carica di commissario prefettizio a Forlì per non "fare da paravento ai ras locali". In quasi dieci anni, Riccione da area fra le più depresse e povere della Riviera diviene un punto di riferimento per la vacanza al mare grazie alle infrastrutture che in quegli anni si sono realizzate, luce, acqua, gas. Nasce l'Azienda di Soggiorno e la filovia, sono costruiti i ponti sul Melo e sul Marano. Per due volte dà le dimissioni e due volte vengono dal popolo respinte. Da quando il sindaco, con l'avvento delle leggi fasciste, non è più eletto dal popolo - al suo posto verrà nominato il Podestà - il municipio perde la sua autonomia. Silvio Lombardini, il giornalista "ammaliato dalla sua Riccione" l'onesto studioso di diritto amministrativo, non vuole più cedere all'arroganza del potere, dà le dimissioni che vengono questa volta subito accettate. Riprenderà la sua attività molte volte ostacolata in un modo o nell'altro dal regime. Morirà nel 1935, al suo funerale assisteranno le autorità, un atto dovuto. Anche Riccione nello scrivere la propria storia dimenticò molto dell'opera di Silvio Lombardini, nel volume di Borghi "Origine e sviluppo di un centro balneare" è citato solo due volte. Masini con questo libro ricco di date, avvenimenti, personaggi, oltre a ripercorrere la storia di un'epoca, tributa il dovuto riconoscimento ad un uomo giusto a cui Riccione deve molto.

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart