Pennabilli piazza dell'arte
La 41° edizione della mostra mercato nazionale d'antiquariato
Oltre 10 mila visitatori nei quaranta stand colmi di capolavori
Si è conclusa la 41° edizione della mostra mercato nazionale d'antiquariato Città di Pennabilli, che anche quest'anno è riuscita a mantenere un livello alto, sia di oggetti esposti che di giro di affari. Un'affluenza di oltre 10mila visitatori, che si sono inerpicati per i tornanti che accompagnano a Pennabilli, per una mostra mercato che dal 1970 presenta numeri in costante aumento. Quaranta stand, espositori italiani, dal Belgio, dalla Svizzera e dalla Spagna.
Il genere più ammirato è stato il modernariato, grazie a pezzi di particolare pregio, come per esempio delle stampe di Picasso, oppure dei carboncini di De Chirico e di Guttuso, il cui costo si aggirava attorno agli 80mila euro. Era proprio di modernariato il pezzo più costoso: un Carrà da 200mila euro. Si scende di poco per il secondo pezzo più costoso, sempre un Carrà, questa volta da 180mila euro. L'attenzione particolare che questi pezzi hanno suscitato sui visitatori probabilmente hanno funzionato come traino, dato che è proprio il modernariato il genere che ha venduto più di tutti. Nel settore delle antichità, si sono potuti ammirare dei pezzi pre-rinascimentali, per esempio degli arazzi del 1500 il cui prezzo si aggirava sui 70/80mila euro, dei pezzi gotici, per esempio cassapanche in ferro e poi andando indietro nel tempo, anche delle chiavi pre-romaniche. I pezzi che invece hanno incuriosito più di tutti sono stati dei gioielli, dei micro-mosaici del 1700 veneziano, che hanno letteralmente catalizzato l'attenzione di tutte le signore e acceso l'interesse di tutti gli appassionati del periodo.
Per la parte antica i pezzi più richiesti, e più venduti, sono stati i tavoli, i trumeau e le ribalte. Quest'anno un'ala di Palazzo Olivieri è stata occupata da una mostra parallela, che ha riunito 120 quadri di pittori riminesi. "Dal mare all'alta Valmarecchia - raccontare il mondo sotto il miracolo della luce e del colore . i pittori riminesi della prima metà del novecento". Un lungo titolo, per richiamare l'attenzione sul legame artistico fra Rimini e la Valmarecchia. L'unicità della mostra era nella difficoltà di riunire tutte le opere per presentare una visione d'insieme del fermento artistico appartenuto a Rimini durante la prima metà del secolo scorso. Un omaggio speciale è stato per l'artista recentemente scomparso Armido Della Bartola, con una piccola rassegna di sue opere, concesse dalla Fondazione Carim.
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