"Walter Chiari: un animale da palcoscenico" a Milano Marittima e Cervia

RIMINI - Notizie cultura - mer 27 lug 2011
di Lorella Barlaam

L'uomo che visse (almeno) due volte
Nel libro di Michele Sancisi l'ascesa e caduta di un mito

«Walter Chiari lo vedevo in tv da bambino, come tutti negli anni '60, mi faceva simpatia. Ma a trascinarmi nel suo mondo è stato il figlio, Simone Annicchiarico, conosciuto anni fa: mangiammo insieme e venne fuori che incredibilmente Walter Chiari era l'unico grande attore del dopoguerra italiano al quale non era mai stata dedicata neppure una biografia...» E' così che Michele Sancisi ci racconta la "nascita" del suo "Walter Chiari: un animale da palcoscenico" (Mediane). Un libro che «non è una biografia vera e propria: piuttosto un percorso agile e diretto, come lo era Chiari sulla scena, attraverso la sua opera.» Per completarlo ci sono voluti un paio d'anni. «La cosa più complessa è stata ricostruire un elenco più possibile completo della sua filmografia, del suo lavoro teatrale e, sommariamente, delle sue apparizioni televisive: sterminate. Walter Chiari ha lavorato come un pazzo». Presentato in marzo a Milano, nel corso del primo omaggio «dopo 20 anni di oblio» dedicato all'attore scomparso nel 1991, il libro ne ripercorre luci ed ombre. «Chiari ha creato l'intrattenimento televisivo in Italia, a metà degli anni '50. Lui, che era già una star del palcoscenico, si adattò perfettamente alla tv grazie alla sua verve, alla padronanza della lingua italiana e di svariati dialetti e alla cultura da onnivoro lettore. Fu il primo a imporre il pubblico, da cui traeva la sua energia, nello studio televisivo. E diventò una delle star più popolari e ricercate della tv.» Con una vita spericolata "come quelle dei film", tra viaggi, leggendari amori con le donne più belle del mondo, la "dolce vita", la caccia, lo sport, le nottate al ristorante o al night. «Walter Chiari non si è mai risparmiato in nulla. Non c'è da stupirsi che si sia spento a soli 67 anni, che andrebbero moltiplicati almeno per due. Perchè ha vissuto almeno due vite contemporanee, quella di Walter Annicchiarico (il suo vero cognome) e quella di Walterchiari (tutto attaccato) come lui stesso si definì nel gustoso libretto "Quando spunta la luna a Walterchiari".» Michele Sancisi presenterà il libro a Milano Marittima per "La spiaggia ama il libro" il 4 agosto alle 21, poi a Cervia, nelle due serate del Concorso Sarchiapone Walter Chiari, il 6 e 7 agosto alle 21, insieme a Simone Annicchiarico. «Walter amava la Romagna, dove trascorse buona parte delle sue estati, la considerava la sua seconda (o quarta?) terra, vi ambientò buona parte dei suoi film degli anni '70 (invero non tra i migliori). E pochi sanno che uno dei momenti chiave della sua carriera ebbe luogo al Paradiso di Rimini, come nel libro racconta l'ex patron Gianni Fabbri: per conquistare il suo pubblico come una bella donna Walter era capace anche di offrire champagne a tutti! In tutti questi anni poi la Romagna è stata l'unica a mantenere vivo il suo ricordo, grazie a Bruno Guidazzi e al suo premio Sarchiapone per giovani comici emergenti». Ma chi era, davvero, Walter Chiari? «Credo che la parola chiave sia "generosità". Non solo perché ha guadagnato delle fortune e le ha dissipate totalmente, ma in termini artistici e professionali: era uno che si dava fino all'ultima goccia, che viveva per stare in scena, sempre. Una generosità che confinava con l'autodistruzione.»

 

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