A'marena omaggia Federico Fellini
Alla Galleria dell'Immagine fino al 7 agosto
Fellini ha trovato il modo nella sua opera di generare continuità fra il paese del reale e quello dell'immaginario. Nella "stanza degli sguardi" percorso/mostra inaugurato alla Galleria dell'immagine presso la biblioteca di Rimini, Fethi Atakol (artista e re-designer) ha giocato con lo sguardo dello spettatore che può liberamente ricostruire il suo personale "libro dei sogni".
Proprio questa fondamentale opera di Fellini, "Il libro dei sogni", i quaderni dove il maestro appuntava "i suoi segnacci sgrammaticati" è una vera e propria mappa dell'onirico. Una mappa preziosa, che mette in relazione il mondo dell'immaginazione e della poesia con la quotidianità del maestro e la necessaria psicanalisi dell'inconscio.
Nella reinterpretazione allestita da Atakol troviamo una tenda di velluto, forse presa da un cinema, un lettino piccolo davanti ad un lettone. Quasi due mondi complementari che si specchiano, due epoche di vita che gettano luci e ombre su un lenzuolo che pare uno schermo o forse è solo una vela. Il nostro sguardo è così libero d'avventurarsi nell'immaginario del regista riminese che ha fatto dell'impalpabile materia dei sogni la sostanza viva del suo cinema universale.
Fellini incontra Kurosawa
L'1 e l'8 agosto in Piazzale Fellini
Sempre all'interno di a'marena, grazie alla collaborazione della Fondazione Fellini, s'incroceranno due grandi opere di due maestri della settima arte come "La città delle donne" di Federico Fellini (il 1 agosto) e "Sogni" di Akira Kurosawa (l'8 agosto).
"La città delle donne" è un sogno unico lungo come un film. Un sogno fatto dal protagonista, alter ego del regista, Snaporaz-Mastroianni durante un viaggio in treno. Il sogno attraversa la realtà politica, anche femminista, degli anni settanta e insieme l'importante immaginario al femminile di Fellini, capace qui di raccontare il pianeta donna in maniera unica, originale. All'epoca della sua realizzazione, l'opera fece scandalo e suscitò grandi polemiche sulla stampa, con forti critiche da parte dei movimenti femministi.
In "Sogni", attraverso otto piccoli frammenti di vita naif, possiamo ricostruire una biografia dell'immaginario del maestro giapponese Akira Kurosawa, amato e rispettato da Fellini, tanto da definirlo "lo zio orientale".
Federico Fellini amava dire che non guardava mai film, ne suoi ne di altri autori, ma scopriva le proprie bugie nelle interviste, mostrando di conoscere perfettamente l'opera di Akira Kurosawa. Credo che di lui amasse in particolare la capacità di unire la grandezza tematica alla semplicità fiabesca di alcune sue grandi opere.
Proprio attraverso queste due pellicole è possibile vedere dei legami fra due poetiche lontane nello spazio, ma anche affini nella capacità di eliminare l'idea del tempo e del reale, ricostruendo un mondo dove solo la perfezione della finzione e della messa in scena può illuminare la vita.
L'ingresso è come sempre gratuito e le due proiezioni saranno precedute da una colonna sonora onirico/felliniana con gli allievi dell'Istituto Musicale Lettimi di Rimini.
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