Addio Amedeo, custode della nostra storia

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 13 lug 2011

Montemaggi è scomparso a 88 anni
Dalle cronache del Carlino alla meticolosa ricostruzione della tragedia della Linea Gotica

Dalla scorsa domenica, legherò indissolubilmente il ricordo del grande Amedeo Montemaggi a un profondo rimpianto: quello, cioè, di non essere riuscito a visitare assieme alla sua famiglia - come propostomi alcuni anni fa dal figlio Andrea, mio recente ma caro amico - una porzione del territorio ove un tempo sorgeva la Linea Gotica. L'evento non si è poi potuto realizzare per cause assolutamente indipendenti dalla volontà dei protagonisti ed è un rimpianto personale un po' egoista, lo ammetto, ma da appassionato quale sono pregustavo in modo quasi infantile questa opportunità unica, soppesando preventivamente e golosamente le domande - sicuramente banali e forse noiose, per uno storico del calibro di Amedeo - che avrei voluto porre, durante l'eccezionale passeggiata, a cotanto cicerone. Qualcuno sorriderà, certo, di questa mia piccola confessione, ma si pensi - passandomi il paragone - a quali rivelazioni sarebbero scaturite percorrendo i viali di Cinecittà assieme a Federico Fellini. Un contesto descritto in tempo reale dal suo narratore per antonomasia.
Amedeo Montemaggi era nato a Rimini 88 anni fa e dal 1943 ha osservato e raccontato Rimini, una Rimini in drammatica ma profonda e positiva trasformazione, dalle pagine del "Carlino", di cui era capocronaca per la nostra Città. Laureato in Lettere Classiche presso l'Università di Bologna, si è progressivamente interessato allo studio approfondito e alla divulgazione dei fatti svoltisi a ridosso della "Linea Gotica" durante la Seconda Guerra Mondiale, sino a diventarne uno dei maggiori esperti in Europa e organizzando convegni,  mostre di rilievo internazionale (la prima delle quali nel 1979 proprio a Rimini) e promuovendo attivamente la valorizzazione dei reperti e dei manufatti, come quelli tuttora presenti in Via Emilia.
Amedeo era anche il referente unico per le frequenti visite di veterani e ufficiali degli eserciti in conflitto e ha spesso coinvolto gli ex belligeranti (anche della Wehrmacht) nella ricostruzione fattuale della storia militare del nostro territorio.
Nel raccontare Montemaggi emergono, però, anche altri mille intimi ricordi legati a mio nonno Armido (Della Bartola), del quale era amico appassionato e per il quale ha scritto alcune introduzioni ai libri autobiografici pubblicati dal pittore a fine anni Novanta: Amedeo era una persona sensibile e discreta, con un "aplomb" anglosassone e una figura che mi ricordava - forse per suggestione - proprio il Maresciallo Montgomery: un personaggio decisamente differente dalla passionalità ‘rumorosa' di Della Bartola ma, proprio per questo, a lui complementare e indissolubile. È triste pensare che se ne siano andati entrambi a soli tre mesi di distanza lasciandoci, al di là dei luoghi comuni, effettivamente "più poveri" culturalmente e umanamente. Addio Amedeo, presto andrò comunque a fare quella passeggiata, che Andrea ancora auspicava, portandomi uno dei tuoi innumerevoli libri. Ma certamente non sarà la stessa cosa.

Nicola Gambetti

 

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