Chi sono i veri matti?
Marco Lombardi: "l'Accademia della Follia trovi riconoscimento in patria"
Forse i veri matti oggi sono quegli imprenditori che potendo, non investono in cultura e solidarietà e quei politici che destinano le poche risorse pubbliche disponibili in cultura autoreferenziale e solidarietà clientelare.
Le testimonianze lungimiranti di Focchi e Medioli in merito all'esperienza dell'Accademia della Follia, stimolano in me alcune riflessioni nella mia veste di politico seppure senza responsabilità di governo, almeno in sede locale.
In primo luogo oggi in tempi di crisi internazionali e quindi di risorse limitate, l'apporto filantropico di soggetti privati non può più essere considerato una "stravaganza" ma deve essere promossa sistematicamente sia attraverso l'affermarsi di una coscienza pubblica condivisa, che di strumenti fiscali adeguati a riconoscere la funzione "pubblica " di soggetti "privati".
In secondo luogo, l'intervento diretto della politica nell'ambito culturale e della solidarietà deve, secondo il principio di sussidiarietà riconoscere e sostenere ciò che nella società c'è e da risposte adeguate ai bisogni (sia di cultura che di solidarietà) ed intervenire in proprio solo dove la società non è in grado o non vuole operare.
Tutto ciò aumenta la responsabilità degli amministratori e pone un problema di scelte e di priorità.
Ecco perché, nel mio piccolo mi sono dato da fare per aiutare un progetto come quello dell'Accademia della Follia che propone una perfetta convivenza tra disagio mentale e creatività artistica.
Certo che questa esperienza utile sul piano sociale e di buona valenza culturale, trovi spazio in Brasile e non in Italia la dice lunga sulla fatto che forse qui da noi vada un po' rivisto il criterio di sostegno alle iniziative.
La mia esperienza di presidente della Commissione Bilancio mi insegna che spesso le Amministrazioni si fossilizzano o su stanziamenti sempre uguali, modificando solo l'entità degli stessi in base alle contingenze di bilancio, oppure finanziano iniziative estemporanee che non rispondono ad alcun criterio di merito rilevabile anche dal riscontrato successo di pubblico.
Con l'Accademia della Follia, siamo invece in presenza di un successo artistico che come dote si porta dietro anche un grande risultato sociale che però non trova accoglienza adeguata.
Liberiamo l'arte ed il "sociale" dalla demagogia e dalla ideologia e creiamo spazi di libertà in cui emergano le realtà che producono solidarietà concretamente valutabile e creano cultura fruibile dalla gente e non solo da una elite illuminata ed autoreferenziale.
In questa prospettiva, facciamo il possibile per riportare a casa l'esperienza dell'Accademia dei folli che da troppo tempo gira per il mondo senza trovare adeguato riconoscimento in Patria.
Marco Lombardi, Consigliere Regionale Pdl
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