Demanio, una doccia scozzese
Fra promesse mirabolanti e minacce di aumenti
Il Consiglio di Stato sospende i maxi-canoni
Sarà anche estate, ma sui canoni demaniali continua a regnare nebbia fitta. E i nervi degli operatori sono messi a dura prova dalle docce scozzesi cui sono sottoposti, fra promesse mirabolanti e minacce di esazioni all'ultimo sangue. L'ultima notizia è una boccata di ossigeno: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei locali situati nelle aree portuali di Riccione e Rimini, i quali non dovranno - almeno per ora - pagare i canoni maggiorati.
Sul fronte della spiaggia, invece, si discute nei ministeri, dopo che le commissioni Finanze e Bilancio della Camera avevano stralciato i primi tre commi dell'articolo 3 del Decreto Sviluppo, riguardanti le concessioni demaniali marittime. Soddisfatte le associazioni di categoria, come la Cna Balneatori di Rimini, secondo la quale "occorre ora un provvedimento che coinvolga anche Regioni e associazioni di categoria, per una norma che chiuda la procedura d'infrazione aperta verso l'Italia dalla Ue, e nello stesso tempo riconosca alle imprese turistiche italiane la loro professionalità, gli impegni profusi, gli investimenti effettuati". A questo scopo sono in corso incontri con il ministro Fitto.
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