Tra murene che guardano altrove
Santarcangelo 41 - Festival internazionale del teatro in piazza
Incontro con Ermanna Montanari
Incontro Ermanna Montanari, attrice e regista delle Albe di Ravenna, guida del prossimo Festival. Ermanna è bianca, profonda e vestita di nero, come una contadina vietnamita. Parliamo di colori, i colori del Festival: il rosso Motus dell'anno scorso, le livree degli animali in piazza nel Festival di Chiara Guidi l'anno prima e adesso? Adesso, prima del colore, il disegno - «la cosa importante del disegno è che non sia una gabbia!» -, la forma: sinuosa, profonda, silente come le avvolgenti murene dell'illustratrice Leila Marzocchi, pluridecorata.
Le sedie: Ermanna ha chiesto a ogni teatro italiano una sedia, per stare seduti all'aperto, al Festival del teatro in piazza: «una solidarietà tangibile, utile»; una scarana da veggia, come quelle nei quadri santarcangiolesi dipinti per il Festival da Giuseppe ‘Pino' Boschetti, Giulio Turci e Federico Moroni.
Dice Ermanna: «il genius loci di Santarcangelo è la poesia»; dev'essere un genio femmina, perché quest'anno al Festival c'è Annalisa Teodorani, che a un certo punto della sua vita ha deciso di essere santarcangiolese e dalla lingua del paese che aveva scelto si è fatta poi adottare.
Verticale: Mariangela Gualtieri, poetessa, attrice e drammaturga della Valdoca, sarà il muezzin del Festival. Tutte le sere, al tramonto, dall'alto della torre civica, tra un rintocco e l'altro, spanderà per l'aria cobalto un richiamo «alla felicità della bellezza, un grazie, diverso ogni sera, per questo mondo. "Bello Mondo" dalla torre si sentirà fino in piazza, e irradierà i canti delle monadi sui balconi, nei giardini, negli anfratti inattesi.» Da Santarcangelo arriverà alle rive del Mediterraneo, agli arabi, ai curdi, ai berberi e a tutti quelli che, una volta di più, stanno dimostrando che la democrazia non è un'esclusiva occidentale. Dice Ermanna: «dalle insurrezioni del Medio Oriente non ci sono arrivati degli slogan politici ma i versi di un poeta arabo.»
Orizzontale: lo spazio urbano, ‘politico' per definizione, con il Coro "Eresia della felicità", da Majakovskij: «lo stiamo creando con 200 adolescenti, ottanta di Santarcangelo e altri dal Belgio, dal Senegal, da New York, dal Brasile e da molte città italiane.»
Verticale, orizzontale... e poi? E poi il profondo, l'attore, «una trasmutazione continua, un fare-disfare-rifare, tra monade e coro, tra pudore e spudoratezza, una parola-baratro che s'inabissa e ci trascina nella profondità della psiche, un andamento sinuoso, senza spigoli, a onde come il disegno creato appositamente per Santarcangelo 41.» Infine, la decisiva "questione della continuità" per «accendere l'idea del teatro contemporaneo in piazza, con lo spettatore, a cielo aperto.» Il Festival, nato nel 1970 come rassegna estiva di spettacoli all'aperto, reinventato da Roberto Bacci, regista di festival, come opera unica, "la città nel teatro", nel drammatico turning point del 1978, ha ritrovato se stesso e la propria accidentata tradizione con il triennio 2009-2011 di Socìetas Raffaello Sanzio, Motus e Teatro delle Albe, tutti e tre presenti a luglio, i Motus con Judith Malina sulle tracce di Antigone, in un ritorno del Living a Santarcangelo: "The Plot Is The Revolution". «Nel 1978 io e Marco Martinelli, giovanissimi, c'eravamo: quel Festival stupefacente, pieno di energie, tra città e mondo, è stato per noi un'accensione determinante.» È dalla continuità, richiesta con forza agli amministratori da Chiara Guidi - non per sé ma per il genius loci del Festival - che ci arriva un nuovo, risplendente Festival/opera, non un "catalogo delle novità": «ho invitato le compagnie a relazionarsi su un punto di ricerca preciso: l'attore e la sua irriducibilità il suo essere ora scheletro e misura della scena ora margine e scoria dell'esistenza. Nell'antica Grecia gli attori erano definiti ‘tecnici di Dioniso', dove la tecnica stava a indicare arte e conoscenza, cosa ne è di questa arte oggi? Quale la sua aderenza alla realtà e quale il suo stridore?» conclude Ermanna.
Diceva l'anno scorso Enrico Casagrande di Motus: «Siamo figli di un tempo che fa paura per la sua impermeabilità a tutto.» Vero, ma nel frattempo il vento forse è cambiato, non solo per gli oligarchi della sponda Sud del Mediterraneo, anche per alcuni più a Nord: la risata di Dioniso finalmente li seppellirà?
Santarcangelo 41 - dall'8 al 17 luglio - Il programma periodicamente aggiornato è online sul sito www.santarcangelofestival.com - Info: 0541 626185 - info@santarcangelofestival.com
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