Invito all'Autopsia di un'ossessione
"Suggestioni d'autore" con Walter Siti
Il 9 giugno presso la Biblioteca di Poggio Berni
"Suggestioni d'autore. Incontri con libri e autori" è il ciclo di appuntamenti organizzato da tre biblioteche della Valmarecchia, per aprire ai lettori uno spazio di riflessione in più. Anche quest'anno la Biblioteca Baldini di Santarcangelo, la Don Milani di Verucchio e la Pio Campidelli di Poggio Berni hanno concertato un calendario di appuntamenti non banale, che tra maggio e giugno spazia da valenti autori legati alla cultura del nostro territorio a penne intriganti e controverse come quella di Walter Siti, che il 9 giugno presso la Biblioteca di Poggio Berni (Mulino Sapignoli, ore 21) presenterà il suo "Autopsia dell'ossessione" (Mondadori, 2010). A dialogare con lui, Emiliano Visconti della libreria Punto Einaudi. «Siti» ha scritto Alfonso Berardinelli, «non è uno scrittore gradevole. Ma in compenso non è reticente.» Arrivato al romanzo a poco meno di cinquant'anni, è tra i maggiori studiosi di Pier Paolo Pasolini, delle cui opere ha curato l'edizione dei Meridiani Mondadori. Ed è diventato romanziere, sempre secondo Berardinelli, «rovesciando in sadismo il precedente masochismo di studioso e di allievo.» Dopo la trilogia che l'ha rivelato ai lettori (Scuola di nudo, 1994; Un dolore normale, 1999; Troppi paradisi, 2006) in "Il contagio" del 2008 ha affrontato un pasoliniano girone di "ragazzi di vita", misurando la distanza tra due universi antropologici e letterari, la devastazione di una "razza". "Autopsia dell'ossessione" sembra ripercorrere in modo distaccato e disilluso le compulsioni dell'autore, l'uomo che scrive, focalizzate sul simulacro della "magnifica merce" umana attraverso la cui paradossale innocenza insieme al suo personaggio, l'uomo che vive, riesce a uscire «dall'inferno e dal purgatorio delle sue nevrosi», attraverso una scrittura giocata su un'incessante mimesis di generi. Spingendo al limite la tecnica dell'autofiction, la sua cifra, come nell'incipit ormai famoso di "Troppi paradisi": «Mi chiamo Walter Siti, come tutti. Campione di mediocrità. Le mie reazioni sono standard, la mia diversità è di massa.»
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