Il buon senso degli elettori

RIMINI - Notizie opinioni - mer 01 giu 2011
di Giampaolo Proni

Il primo verdetto delle amministrative
Lo scontento dilaga, ma la voglia di dire la propria c'è ancora

I risultati delle elezioni amministrative, per lo meno alla prima tornata, confermano secondo me alcune semplici ipotesi.

La prima è una generale diffidenza verso i partiti principali: se Atene piange, Sparta di certo non ride. Il calo dei voti che PDL-Lega hanno avuto in città come Milano rivela quanto si sapeva già: tante promesse erano state fatte e non sono state mantenute. Gli anni sono passati e il rinnovamento berlusconiano è stato timido e parziale. Milano è decaduta anche per la crisi dell'economia e del terziario, ma non solo per questo. Tuttavia l'affermazione delle liste 5 Stelle di Grillo in città di sinistra come Bologna e Rimini, mostrano che tanti elettori del PD sono assai scontenti, soprattutto dove il partito non ha brillato per buona amministrazione o non presenta candidature autorevoli.
A Torino il PD si è infatti affermato perché Chiamparino è stato un bravo amministratore, una persona onesta e capace, e Fassino si presenta in modo simile. Torino è cambiata in meglio durante l'amministrazione Chiamparino con una decisa innovazione pur nel rispetto delle tradizioni della città. A Napoli invece la popolarità ai minimi termini prodotta dall'ostinazione prima di Bassolino e poi della Iervolino a restare incollati alle loro poltrone e la goffa gestione delle primarie ha portato voti di sinistra al giustizialista De Magistris, senza peraltro premiare la destra di Lettieri fin dal primo turno.
Dunque c'è parecchio scontento tra gli elettori di destra così come di sinistra per i propri politici, ma c'è anche una valutazione legata alla realtà locale, come deve essere.
Tuttavia, la barriera tra destra e sinistra resta per lo più invalicabile per la maggior parte degli elettori: l'anatema del comunismo da una parte e la sindrome del caimano dall'altra fanno sì che l'elettore medio, anche quando vuole punire il suo partito, ne cerca un altro che però stia grosso modo dalla stessa parte.
Si nota però che questo meccanismo della 'protesta in famiglia' sembra indebolirsi: sicuramente la maggior parte dei grillini ai ballottaggi voterà contro Berlusconi, che resta il Male Assoluto, ma non con l'unanimità con cui lo facevano in passato le liste 'satelliti' del PD. Qualcuno starà a casa e qualcuno voterà anche per il centro destra. D'altra parte, pretendere che si sia fedeli a un comico genovese quanto alla causa del Comunismo sarebbe eccessivo.
L'elettorato italiano è comunque apparso maturo, alla ricerca di candidati credibili, che cioè appaiano onesti, capaci e vicini ai cittadini e ai loro problemi. Moratti sicuramente non viene vista come disonesta (non ha certo bisogno di denaro...), ma forse non così capace come appariva e sicuramente non vicina alla quotidianità della classe media.
Allo stesso tempo, però, emerge anche un'ampia fascia di persone, per lo più giovani (quello di Grillo è un partito telematico, non dimentichiamolo) che ne hanno veramente abbastanza di un certo vecchio modo di fare politica.
Questi non mi paiono dati negativi ma anzi scelte di buon senso.
Il dato negativo è invece il continuo frantumarsi delle formazioni politiche, che imperterrite continuano a sopravvivere anche quando gli elettori gli sputano - metaforicamente - in faccia.
Il Terzo Polo, cioè i partitini di Casini, Fini e Rutelli, che in Parlamento parevano dei leoni capaci di ribaltare il mondo, nelle urne sono praticamente scomparsi.
Certamente, in un qualsiasi paese serio, un Presidente della Camera doppiato due-tre volte da un comico trarrebbe le sue conclusioni e si ritirerebbe a vita privata. Invece li vedremo tutti, col loro trucco di scena e la camicia stirata, in televisione a minacciare sfracelli, in giro con le auto blu e sempre con dei conti correnti ben pasciuti.
Cosa che continua ad accomunare tutti, da destra a sinistra e da nord a sud, onesti e disonesti, capaci e incapaci. La classe politica più pletorica e costosa d'Europa continua imperterrita a portarsi a casa ogni mese lauti stipendi e a farsi scarrozzare gratis in giro per l'Italia e il continente.
Speriamo che almeno in qualche città siamo riusciti ad eleggere qualcuno che cominci a invertire la direzione.
Quando leggerete queste righe Rimini avrà il suo sindaco: se la prima cosa che dirà fosse "Abbasserò gli stipendi dei politici", si farà tanti nemici ma sicuramente molti più amici. Sempre che gli interessi l'amicizia... Ma so che non lo farà. Ci scommetto una cena ...

 

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